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Persona e famiglia > Lo sport del lunedì

Australian Open: impresa Djokovic, ma è super Carlos a trionfare

di Noemi Di Benedetto

- Fonte: Città Nuova

Volge al termine il primo grande appuntamento del tennis mondiale che si rivela un po’ sfortunato per gli azzurri e incorona il numero uno al mondo, Carlos Alcaraz. Si ferma in finale, invece, il 38enne serbo Novak Djokovic

Lo spagnolo Carlos Alcaraz posa con la Norman Brookes Challenge Cup dopo aver vinto la finale del singolare maschile dell’Australian Open 2026 contro il serbo Novak Djokovic al Royal Exhibition Building di Melbourne, Australia, 2 febbraio 2026. Ansa EPA/JOEL CARRETT AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Gli Australian Open iniziano bene per gli azzurri, carichi per il nuovo anno, con Jannik Sinner con un titolo da difendere e alla caccia del primo posto nel ranking mondiale e un magico Lorenzo Musetti, protagonista di una bella scalata che, all’inizio del torneo lo vedeva al terzo posto del ranking ATP.
Le cose, però, non vanno per il meglio per i due italiani che, purtroppo, si arrendono prima dell’atto finale del torneo australiano. Il primo a dare, suo malgrado, forfait è Lorenzo Musetti. Dopo un torneo giocato al massimo, sfoggiando il suo migliore tennis, Lorenzo arriva in semifinale con chi l’Australian Open lo ha vinto ben 10 volte in carriera: Novak Djokovic. Lore, però, non si lascia intimidire e parte subito alla grande contro il serbo contro cui porta a casa il primo set per 6-4 e il secondo per 6-3. La semifinale sembra ormai a un passo per Lorenzo Musetti ma ecco che, sul più bello, l’azzurro è costretto al ritiro. La causa è un disturbo arrivato già al secondo set e contro il quale Lorenzo ha lottato fino a quando non ne ha potuto più: «Ho giocato quasi tutto il secondo set in quelle condizioni. Il servizio mi aiutava e sentivo bene la palla, cercavo di resistere − racconta Musetti −. Ma dopo essere rimasto seduto più a lungo, il dolore è iniziato ad aumentare. A quel punto non c’era più nulla da fare». Un episodio duro da accettare per Musetti che dichiara: «Non avrei mai immaginato di essere avanti due set a zero contro Novak, giocando così e avendo il controllo del match, e poi essere costretto al ritiro. È qualcosa di davvero molto doloroso». Molto doloroso per lui e per tutta Italia che aspettava già il derby in semifinale contro Sinner.

E le cose non vanno meglio neanche con Sinner perché anche il numero due al mondo non riesce ad arrivare all’atto finale del torneo di Melbourne. L’altoatesino, infatti, si ferma in semifinale, quella semifinale in cui avrebbe dovuto incontrare Musetti e, invece, ecco Djokovic che, se nulla aveva potuto contro Musetti (almeno per i primi due set), decide di giocare il suo miglior tennis e stare al passo di Sinner. Il primo set è per l’azzurro che si porta in vantaggio per 3-6, il serbo ripete il risultato invertendolo al secondo set e si porta a casa il 6-3. Al terzo tempo Sinner soffre un po’ di più ma alla fine ferma il tempo sul 4-6 e anche questo punteggio è copiato da Djokovic e poi raddoppiato. La semifinale finisce, quindi, con qualche occasione di troppo sprecata da Jannik Sinner e, soprattutto, la fantastica impresa di Novak Djokovic.

Carlos Alcaraz della Spagna (a sinistra) e il secondo classificato Novak Djokovic della Serbia tengono in mano il trofeo dopo la finale del singolare maschile al torneo di tennis Australian Open a Melbourne, Australia, 1 febbraio 2026. Ansa EPA/JOEL CARRETT AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Carlos Alcaraz nuovo re di Melbourne

A Melbourne arrivano, quindi, all’atto di finale, il numero uno al mondo, quello “scontato”, lo spagnolo Carlos Alcaraz e, un po’ a sorpresa, il serbo Novak Djokovic. Due tennisti immensi, in momenti diversi della loro vita e con obiettivi diversi. Per Nole, vincitore di 10 Australian Open, l’obiettivo è solo uno: conquistare – a quasi 39 anni – il 25esimo Slam di una carriera già leggendaria. Obiettivo diverso, invece, quello di Carlos che, con quasi la metà degli anni del suo avversario, ha come obiettivo quello di portare a casa l’ultimo slam che manca in bacheca per completare il Career Grand Slam.

E così inizia la finale di Melbourne: due titani e una sfida contro il tempo per Djokovic che sa che non ha tempo da perdere per sincronizzare subito il suo ritmo con quello dello spagnolo. E infatti il serbo non perde tempo e vince subito il primo set per 6-2. Ma, così come il suo avversario, neanche Alcaraz – che di tempo in realtà ne avrebbe – decide di andare troppo per lunghe e ricalca il primo set dell’avversario. Arriva, così, la vittoria al secondo set per lo spagnolo e, all’inizio del terzo set, i due sono in perfetta parità. E anche il terzo set, nonostante inizialmente più combattuto da Nole, viene portato a casa da Alcaraz. È nel quarto e ultimo set che Djokovic ritrova brillantezza ed efficacia con i colpi. Il serbo, infatti, vince un game lunghissimo – il secondo – annullando 6 palle break. Nel nono gioco, poi, Nole ha una palla break che sa di set point ma non riesce a sfruttarla ed ecco che, invece, lo spagnolo riesce a sfruttare la situazione, esce fuori da un game complicato e chiude la partita che lo consacra, per la prima volta nella sua carriera, vincitore dello slam australiano contro chi in Australia è praticamente di casa e dichiara: «A essere onesto non pensavo di arrivare qui, alla cerimonia di chiusura del torneo − queste le parole di Djokovic durante la premiazione −. Dio solo sa cosa succederà domani, tra sei mesi o 12 mesi. È stato un grande viaggio».

E, mentre le parole di Nole, a quasi 39 anni e al termine di una magnifica impresa suonano quasi come un addio, può invece considerarsi all’inizio di una carriera che brilla sempre di più il giovane talento spagnolo che, con anche questa vittoria in bacheca è il nono tennista della storia a completare il Career Grand Slam (il primo dopo i big three) e, a 22 anni e 272 giorni, diventa il più giovane tennista di sempre a riuscirci.

Un torneo che lascia, quindi, un po’ di amaro per gli azzurri, soprattutto per il ritiro forzato di un magnifico Musetti ma che, non per questo, non ci ha regalato una finale degna con un giovane campione che entra sempre più nella storia del tennis e un immenso tennista che non smette mai di stupire.

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