Nel sud dell’Afghanistan, a Kandahar, centinaia di lavoratori continuano a trovare impiego nelle fabbriche di lavorazione del cotone, uno dei pochi settori industriali rimasti attivi nel Paese. Le immagini scattate nel gennaio 2026 mostrano una produzione che prosegue nonostante una crisi economica che dura da anni: secondo le statistiche ufficiali del Ministero dell’Industria e del Commercio afghano, tra il 2024 e il 2025 le esportazioni di cotone sono diminuite di circa 132 milioni di dollari. Questo calo riflette difficoltà strutturali nel settore, come siccità, carenze tecnologiche e restrizioni di mercato. La contrazione delle vendite all’estero ha ridotto gli investimenti, compresso i salari e aumentato la precarietà per migliaia di famiglie che dipendono da questa filiera.
Oggi il cotone resta una risorsa fondamentale per l’economia locale, ma rappresenta anche uno specchio delle fragilità strutturali del Paese: bassa capacità produttiva, mercati limitati, scarsa tutela dei lavoratori e un contesto politico che rende incerto qualsiasi rilancio. Le fotografie dagli stabilimenti di Kandahar raccontano così non solo il lavoro quotidiano degli operai, ma anche la resilienza forzata di un’economia che cerca di sopravvivere in condizioni di isolamento e povertà persistente.