Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Musica

Elisa Rumici, la ricerca come forma di ascolto

di Gabriella Marino

- Fonte: Città Nuova

Ritratto di Elisa Rumici, pianista e ricercatrice che vive la musica e lo studio come pratiche quotidiane di ascolto, lentezza e profondità. Tra arti, viaggi e relazioni, il suo percorso diventa un invito a fermarsi, pensare e abitare con attenzione il tempo

Elisa Rumici. Fonte: Elisa Rumici.

Elisa Rumici nasce a Gemona del Friuli. È una giovane che pensa. Non nel senso astratto del termine, ma in quello più concreto e raro: pensa mentre fa, mentre studia, mentre suona, mentre attraversa il tempo con attenzione. La ricerca, per lei, non è soltanto un ambito accademico o professionale, ma un modo di stare al mondo. Un esercizio quotidiano di ascolto.

Il pianoforte è il suo centro operativo, ma non il suo confine. Quando non studia o suona, Elisa si muove tra musei, città, mostre, natura. Cammina, osserva, attraversa. E poi torna spesso al mare — luogo che definisce “casa”. Ha vissuto a Grado, e ovunque si trovi, quel rapporto resta: non evasione, ma punto fermo, spazio di continuità e raccoglimento. Nel suo rapporto con la musica non c’è fretta, né desiderio di esposizione. Studiare è lavoro, ma anche una forma di meditazione laica: un tempo in cui il pensiero si ordina, si chiarisce, si deposita in fondo.

Il suono nasce da lì, da una concentrazione profonda che non ha nulla di rigido, ma di essenziale. Forse anche grazie alla frequentazione dei Paesi del Nord Europa — chissà. Anche il suo modo di vivere le altre arti segue la stessa traiettoria. Tra cinema e teatro non sceglie per principio: dipende dall’occasione. Ama Pirandello e Ibsen, scoperti attraverso il teatro, ma ciò che la interessa di più non è solo la rappresentazione. È il “dopo”. Il tempo dedicato a parlare, a riflettere insieme alle persone con cui ha condiviso lo spettacolo. L’arte, per Elisa, è sempre una relazione che continua oltre la scena.

Elisa Rumici. Fonte: Elisa Rumici.

I suoi ascolti raccontano una curiosità libera da gerarchie: jazz, rock, hip-hop. E, con autoironia, ricorda le passioni adolescenziali per Britney Spears e Avril Lavigne. Anche questo fa parte del suo percorso: nulla viene rinnegato, tutto contribuisce a costruire uno sguardo. Ballare? Sì, anche se “malissimo”, dice ridendo. Ma lo fa lo stesso. Perché l’esperienza conta più della performance. A 30 anni, compiuti da poco, ha festeggiato in più luoghi del mondo: Italia, Svizzera, America. Non un’esibizione, ma una celebrazione diffusa delle relazioni che hanno attraversato la sua vita. Il compleanno diventa così un’occasione per riconoscere i legami, i passaggi, i luoghi che hanno dato forma al cammino.

Elisa è una ricercatrice nel senso pieno del termine. Ama lo studio, ne riconosce la fatica e il valore, e lo vive come un lavoro necessario (come potrebbe sennò essere così preparata?) quasi contemplativo. Non cerca scorciatoie, non indulge in semplificazioni. Preferisce restare nel dubbio, approfondire, tornare sulle cose. Non è distanza la sua, ma rispetto. Per il pensiero, per il tempo, per la complessità. Elisa non cerca di piacere. Cerca di capire. E chiede lo stesso a chi la ascolta. In un tempo che spinge alla velocità e alla semplificazione, il suo modo di stare nella musica e nella ricerca è un invito silenzioso ma potente: fermarsi, ascoltare, pensare.

Adesso viene proprio voglia di andarla ad ascoltare dal vivo. Magari al prossimo Feminale Festival di Basilea, che ne dite?

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876