Visto il grande successo della serie Il Professore, Bruno cavalca l’onda e ambienta anche lui in un liceo romano la storia di Valerio (Edoardo Leo), preside tradizionalista al grado massimo, “maschilista inconsapevole”, e di Alessandra (Claudia Pandolfi), professoressa di lettere, emancipata, single, impegnata con le amiche alla guerra contro i maschi, umiliandoli. I due si incontrano, fanno sesso e si ritrovano colleghi: qui la lotta avviene tra corridoi, riunioni, eppure si rivedono, forse nasce qualcosa, ma ciascuno rimane a casa sua. Alle spalle di entrambi una figura paterna inesistente o ingombrante.

Naturalmente, i due non sanno ascoltarsi né ascoltare i ragazzi veramente, specie lui: e allora è occupazione, sciopero, lotta al preside, richiesta della psicoterapeuta e della sessuologa, difficoltà con il ministero. Lei è più aperta con i ragazzi, lui no. Aggredito, non ha la forza di ribellarsi, fermo sulle sue convinzioni.
Ma alla fine bisogna pur imparare ad ascoltare, e non solo gli studenti, ma anche fra adulti. Così, quando si scopre una maternità, fra i due colleghi qualcosa faticosamente scatta e vedere il positivo l’uno nell’altro comincia a diventare una possibilità reale di scuotere la corazza protettiva di entrambi.
Così pure a scuola, Valerio viene incontro alle richieste dei ragazzi, ma può anche far capire loro il valore della memoria, del ricordo, per crescere.

La maternità, vissuta collettivamente ‒ come ne Il Professore ‒avanza e i due si avvicinano pur mantenendo la loro indipendenza. Oggi va così, pare dire Bruno.
L’affresco che Bruno vorrebbe dipingere sulla nostra società ‒ adulti e giovani – strizza un po’ troppo l’occhio alla serie televisiva (anche la Pandolfi talora sembra rifare l’Anita televisiva), ha momenti umoristici ed altri meno, lancia messaggi tra le righe, se non altro quello dell’imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi, che rimane forse il più valido, rivolto pure ai giovani.
Per il resto il film appare una commedia anche gradevole dove i consueti attori, dalla Pandolfi a Leo, hanno cercato di sfumare l’estremismo di Alessandra e Valerio per “umanizzarli” e renderceli simpatici e non diventare “usurati e usuali” nei loro ruoli. Forse la vicinanza alla serie e la voglia di dire tante cose ha tolto un po’ di leggerezza.
Al cinema dal 22 gennaio.