Un cammino esperienziale in quattro incontri tra Mindfulness, Compassion e Relazioni interpersonali, per avvicinarsi in modo autentico alla mindfulness e alle sue applicazioni più profonde: nella vita quotidiana, nella relazione con sé e con gli altri. Cerchiamo di capire insieme come si articolerà.
Step 1 – 22 gennaio 2026 ore 20.30
Cos’è la mindfulness e (soprattutto) cosa non è
Nel primo incontro esploreremo la nascita della mindfulness e il percorso che ha portato Jon Kabat-Zinn a sviluppare il protocollo MBSR. Comprenderemo le sue origini, le sue potenzialità e il modo in cui questo approccio può accompagnarci concretamente nella vita di tutti i giorni e favorire il nostro ben-essere.
La mindfulness non è una tecnica per rilassarsi né un metodo per smettere di pensare. È un atteggiamento della mente e del cuore che può essere coltivato, allenato. Praticarla significa imparare a osservare ciò che accade dentro e fuori di noi — pensieri, emozioni, sensazioni corporee ed eventi — così come sono, senza cercare di modificarli o controllarli. Questa qualità di presenza ci aiuterà nel tempo a riconoscere gli automatismi che ci sono disfunzionali e a rispondere alle situazioni con maggiore lucidità e libertà.
Attraverso cenni sul funzionamento del nostro cervello, chiariremo cosa significa davvero essere presenti e cosa la mindfulness non è, superando alcuni dei principali fraintendimenti. Presenteremo inoltre delle significative evidenze scientifiche che ne sostengono l’efficacia e i benefici ormai assodati: maggiore equilibrio emotivo, chiarezza mentale e capacità di stare con ciò che c’è, vivere il presente e la vita in modo pieno.
Questo primo step è un invito ad avviare un’esplorazione consapevole, ponendo le basi per vivere con più equilibrio, apertura e presenza.
Step 2 – 05 febbraio ore 20.30
Che cos’è la compassione? Un viaggio al suo interno
La mindfulness autentica non è mai separata dalla compassione. La compassione è la capacità di riconoscere la sofferenza — nostra e altrui — e di rispondervi con gentilezza, cura e desiderio di alleviarla. Non è pietà né debolezza, ma una qualità profonda di presenza e umanità che nasce quando impariamo a stare con l’esperienza così com’è, senza giudicarla.
Quando sviluppiamo questa forma di consapevolezza, si apre naturalmente uno spazio di comprensione e di cura, prima verso noi stessi e poi nelle relazioni con gli altri. La compassione diventa così una risorsa fondamentale per il benessere personale e relazionale.
In questo incontro proporremo un’esplorazione guidata della compassione dal punto di vista psicologico: che cos’è, come si sviluppa, in cosa si distingue dall’empatia e dalla pietà e come può essere coltivata nella vita quotidiana. Un primo passo per riconoscere e nutrire una delle risorse interiori più trasformative.
Step 3 – 19 febbraio ora 20.30
Trovare in sé stessi un luogo di presenza e di compassione
Dalla compassione nasce la self-compassion, una qualità essenziale per non trasformare la pratica della mindfulness in autocritica o perfezionismo. Coltivarla significa imparare a stare accanto a noi stessi nei momenti di difficoltà, riconoscendo limiti, errori e vulnerabilità come parte dell’esperienza umana condivisa.
In ognuno di noi esiste uno spazio interiore silenzioso, stabile e gentile, spesso coperto dal rumore della vita quotidiana. Attraverso la mindfulness e la compassione inizieremo a riconoscere e a tornare a questo luogo di presenza, imparando a prenderci per mano nei momenti difficili e a guardarci con maggiore accoglienza.
Approfondiremo la possibilità di prendersi un tempo per rallentare, respirare e ritrovare equilibrio. È un invito a sentirsi più a casa dentro di sé, sostenendo un cambiamento autentico e un benessere profondo anche nei confronti degli altri.
Step 4 – 05 marzo ore 20.30
Iniziare a coltivare rapporti più autentici
Nel quarto incontro esploreremo l’Interpersonal Mindfulness, ovvero l’applicazione della mindfulness alle relazioni. Ogni essere umano ha bisogno di sentirsi visto, ascoltato e accolto, eppure spesso, anche nelle relazioni più importanti, emergono incomprensioni, reazioni automatiche e distanze.
Portare mindfulness nelle relazioni significa poter coltivare presenza e ascolto consapevole nelle parole che scegliamo, nel modo in cui ascoltiamo e nelle reazioni emotive che emergono durante l’incontro con l’altro. Essere mindful nelle relazioni vuol dire trovare degli strumenti per ascoltare e ascoltarsi in profondità: accorgersi di ciò che accade dentro di noi mentre siamo in relazione, riconoscere impulsi, giudizi e difese, e scegliere risposte più consapevoli anziché automatiche, che possano creare ponti anziché muri con gli altri.
Proporremo un primo affaccio a questo ambito tanto ricco quanto sfidante per coltivare relazioni più autentiche, empatiche e responsabili, trasformando gli incontri quotidiani in occasioni di connessione e di crescita.
Per iscriversi al corso vai su https://www.cittanuova.it/formazione-agile/