La morte dell’operaio di 39 anni a San Francesco al Campo, nel Torinese, colpito da un grosso ramo mentre potava alberi, si inserisce in una stringente sequenza di tragedie sul lavoro che continuano a scuotere l’Italia. Solo pochi giorni prima, a Colleferro, nella provincia di Roma, un operaio di 41 anni è rimasto schiacciato da un trasformatore che stava manovrando, un evento che Cgil, Cisl e Uil hanno definito l’ennesima «strage senza fine», se pensiamo che queste vittime arrivano in un contesto in cui gli infortuni e gli incidenti mortali sono diffusissimi anche nei primi mesi del 2026.
Nel corso del 2025 si sono registrati altri casi emblematici: a Roma, durante i lavori di restauro della Torre dei Conti, il crollo della struttura ha intrappolato un operaio di 66 anni che, dopo ore di tentativi di salvataggio, è morto in ospedale, riportando ancora una volta l’attenzione sulla sicurezza nei cantieri. Questi episodi si riflettono anche nei dati: secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza sul Lavoro, le denunce di infortuni mortali superano quota mille nei primi undici mesi del 2025, segnando un aumento rispetto all’anno precedente.
I sindacati, insieme alle autorità, continuano a denunciare la situazione come inaccettabile e a chiedere interventi concreti su formazione, controlli e prevenzione, sottolineando che troppo spesso morti e feriti avvengono in contesti dove norme e procedure di sicurezza non sono adeguatamente applicate.