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In profondità > Chiesa

L’apostolato del mare, profezia di speranza e di pace

di Vittoria Terenzi

Si conferma ulteriormente l’attenzione della Chiesa per la pastorale rivolta a coloro che vivono e lavorano in questo contesto

Mare (Foto Pexels – Kellie Churchman )

Da sempre la Chiesa si è occupata della cura pastorale rivolta alla «gente del mare»: i naviganti, i marittimi e le loro famiglie, e tutte le persone le cui vite sono legate esistenzialmente alla navigazione e alla pesca su mari, fiumi e laghi. Una sollecitudine che storicamente parte dal motu proprio Iam pridem di Pio X del 1914 e trova conferma nel 1977 nel decreto Apostolatus Maris dell’allora Pontificia Commissione per la cura spirituale dei migranti e degli itineranti e nel motu proprio di San Giovanni Paolo II Stella Maris, con cui, nel 1997, sono state aggiornate le norme precedentemente emesse.

Papa Francesco, nel corso del suo pontificato, ha disposto che la direzione dell’Opera dell’Apostolato del mare spettasse al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che ha assunto le competenze sulla pastorale dei migranti e degli itineranti.

Per continuare ad accompagnare i fedeli che non possono usufruire dell’ordinaria cura pastorale, papa Leone XIV, con un chirografo pubblicato il 13 novembre 2025,  ha eretto l’Apostolato del mare come organo di coordinamento dell’Opera dell’Apostolato del mare approvandone, allo stesso tempo, lo Statuto. La costituzione di questo organo di coordinamento, che dipenderà canonicamente dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nasce dal «vivo desiderio che la cura spirituale della Chiesa nell’ambito della pastorale del mare possa continuare con entusiasmo e generosità», spiega il testo del documento. La sua formazione è frutto di un lungo processo di consultazioni che, iniziato nell’ottobre 2023, ha coinvolto i direttori nazionali e vescovi promotori dell’Opera dell’Apostolato del mare nei vari continenti ed è proseguito nel 2025 con consultazioni più mirate sugli obbiettivi e sulla struttura dell’Apostolato del mare coordinate dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

L’opera intende sviluppare l’attenzione al mare come ambiente fisico e spirituale, confermando l’impegno apostolico e la speciale cura che la Chiesa ha sempre esplicitamente manifestato. «Desideriamo che tutti coloro che lavorano in mare sappiano di essere nel cuore della Chiesa: essi non sono soli nelle loro istanze di giustizia, di dignità e di gioia. Uno sviluppo umano integrale, infatti, include tutti gli esseri umani e ogni loro dimensione fisica, spirituale e comunitario», si legge nel Messaggio del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale per la domenica del mare celebrata il 13 luglio 2025, nel quale si ricorda anche che la Chiesa è chiamata «a interrogarsi su come oggi si lavora nei porti e sulle navi, con quali diritti, in quali condizioni di sicurezza, con quale assistenza materiale e spirituale».

In un mondo in cui conflitti e diseguaglianze aumentano, si ribadisce l’invito ad accendere «l’attenzione su ciò che sta dietro le nostre economie, su chi le fa quotidianamente funzionare, spesso non beneficiandone affatto e anzi esponendosi alla discriminazione e al pericolo». In contesti difficili, i marittimi «incarnano il desiderio di ogni essere umano, di qualunque popolo o fede religiosa, di vivere una vita degna, attraverso il lavoro, lo scambio, gli incontri».

«Siate pellegrini di speranza ogni volta che lavorate con attenzione e amore, ogni volta che tenete vivi i legami con i vostri familiari e le vostre comunità, ogni volta che davanti alle ingiustizie sociali e ambientali vi organizzate per reagire e rispondere in modo coraggioso e costruttivo», esorta il testo del documento. Infine, l’invito rivolto ai cappellani e a tutti i volontari impegnati nella pastorale del mare: «vi chiediamo di essere ponti anche fra Paesi nemici, profeti di pace. Il mare lega tutte le terre, le invita a guardare l’orizzonte infinito, a sentire che l’unità può prevalere sempre sul conflitto».

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