La meraviglia, lo stupore. Le sculture, i dipinti, gli arazzi, i disegni ci aprono un mondo di colori e di fantasia che parrebbe fuori dalla realtà, frutto di una favolistica indagine sul surreale, se non si comprendessero i temi dell’artista, creativi certo, ma quanto mai innestati sull’oggi. Basta guardare Rispetto (foto), scultura posta davanti al portale della chiesa: un fiore enorme e aperto, una larga bocca tra rami informi e intrecciati che gridano questa Parola imponendosi sull’ambiente.
E se Chiassai ci ammalia con gli Sgorbis, creature vivaci della fantasia – folletti, forme, animali parlanti, e così via – a dire il positivo che c’è nell’uomo, dall’altra parte l’artista poliedrico ci parla di confronti, confusione, aneliti di pace, ecologia (Los Angeles Apocalisse del 2025, foto), del tempo che vola ( Primavera del 2023), sempre in cammino nella predominanza assoluta del colore.
Il colore, fantastico, variegatissimo, immediatamente attrattivo, è forse lo strumento, il linguaggio autenticamente personale di Chiassai: in esso egli entra, noi entriamo, nella conoscenza di ciò che è invincibile. Chiassai infatti, attento alla vita di oggi, è attratto pure da una altra dimensione: non tanto e non solo quella del surreale, dell’onirico, dell’ipercreativo rivoluzionante, ma dall’”oltre”, che è più in là del reale e del surreale. E’ una luce che si espande in migliaia di fibrillazioni, di variazioni cromatiche in un dinamismo apparentemente stabile nelle vaste tele: invece, è un moto peregrinante continuo. Non si tratta solo di movimento, ma di creatività che si crea e si rinnova nello splendore, anche misterioso, della materia cromatica lievitata in luce.
Le opere, frutto di una sensibilità mobilissima, che “stanno” come sculture in chiesa e poi vibrano sotto il portico del chiostro, si poetizzano nel colore e nella forma sotto i nostri occhi. E’ una sorta di paradiso terrestre e a suo modo celeste che offre pace. Chiassai, forse non lo sa, ma regala attimi di splendore e di sorgenti di fantasia che fanno bene non solo agli occhi ma all’anima.
Fino all’8.2 Pietrasanta (Lucca).