Dal 28 dicembre 2025, l’Iran è attraversato da una vasta ondata di proteste anti-governo, nate inizialmente per la grave crisi economica — inflazione elevata, aumento dei prezzi e difficoltà quotidiane — rapidamente trasformate in una mobilitazione politica contro il regime teocratico e il potere del Supreme Leader Ali Khamenei. Le autorità hanno risposto con una repressione violenta, arresti di massa, uccisioni e blackout delle comunicazioni, mentre centinaia di manifestanti, molti giovani, hanno perso la vita: non c’è una contabilità ufficiale, ma le ultime stime parlano di oltre 12 mila.
All’estero, comunità iraniane e sostenitori internazionali hanno organizzato manifestazioni di solidarietà: qui vediamo ad esempio quella davanti a Downing Street a Londra, dove sono state sventolate bandiere pre-rivoluzionarie, ritratti di Reza Pahlavi e simboli di protesta contro il regime, per denunciare la violenza, esprimere sostegno ai manifestanti in patria e richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla crisi in corso.