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Persona e famiglia > Felicemente

La gratitudine aiuta ad essere felici

di Annalisa Burrasca

Nei giorni di riposo si può cercare di ammirare la bellezza della natura, alleviare i pesi interni che ognuno porta dentro di sé. La capacità di riconoscere le cose buone nel mondo e nella propria vita favorisce lo sviluppo di benefici emotivi e cognitivi in grado di migliorare l’approccio quotidiano alla vita.

Foto Pixabay

L’estate è tempo di vacanze, di divertimento, di rientri a casa per chi è lontano, di ristoro; ma per chi attraversa un momento difficile o si ritrova da solo, questo tempo può amplificare la sofferenza.

Così lo vive Elena, appena uscita da una relazione da cui non riesce a distaccarsi e che è per lei un pensiero fisso che risucchia tutte le sue energie e le fa dimenticare anche di sé.

Così lo vive anche Marco, studente fuori sede, che quando ritorna a casa non si sente accolto come vorrebbe e si ritrova in un contesto che non sente nutriente poiché carico di tensioni. Questo lo porta a vedere tutto nero e sentirsi sempre stanco e sopraffatto.

Anche per Giusy questa estate è particolarmente difficile, poiché sta attraversando una crisi di coppia e cerca un equilibrio tra il desiderio di scappare da tutto e l’amore per i suoi figli,che non vuole trascurare e che sono la sua “isola felice”.

E così è per Flavia, che attraversa da oltre un anno il dolore per la perdita di suo marito, il compagno di una vita, e vive una profonda solitudine che non le fa provare più interesse e piacere per nulla.

Sono tante le storie che la stanza di terapia custodisce e che ho portato con me in questa mia pausa estiva. Per ciascuno dei protagonisti, e per me stessa, sento che è possibile continuare a prenderci cura di ogni ferita anche in questo tempo d’estate. Ognuno lì dove si trova, allenandoci a vedere la bellezza attorno a noi, coltivando la gratitudine per tutto ciò che già abbiamo o riceviamo e che spesso diamo per scontato.

Il ritmo più lento di questo tempo favorisce la possibilità di osservare il mondo attorno a noi e dentro di noi, di guardarlo davvero e di poter cogliere la bellezza, a partire da quella della natura, in un tramonto, in un tuffo nell’acqua fresca che alleggerisce mente e cuore e fa scaricare le tensioni, nel vento che accarezza il viso e scompiglia i capelli… in una passeggiata nel bosco con i suoni dei suoi abitanti e il refrigerio degli alberi, nei silenzi delle città meno affollate… la bellezza nel vociare dei ragazzi in spiaggia e nelle risate dei bambini… nei piccoli gesti di gentilezza, in un abbraccio, rivolti a noi o di cui ci troviamo ad essere spettatori involontari.

Allenarci a vedere la bellezza e provare gratitudine per essa ci aiuta a non restare concentrati nel nostro dolore, ad accorgerci che abbiamo occhi per vedere, un corpo per sentire, un cuore che sa dilatarsi per accogliere e mantenere la vitalità in noi.

Emmons e Mishra, due psicologi che hanno ideato un modello che esplora la gratitudine come processo di psicoterapia e crescita personale, definiscono la gratitudine come un’emozione complessa che consiste nella capacità di riconoscere le cose buone nel mondo e nella propria vita, che favorisce lo sviluppo di benefici emotivi e cognitivi in grado di migliorare l’approccio quotidiano alla vita. Sono diverse le ricerche che dimostrano come la gratitudine sia associata a benefici per il benessere soggettivo, all’aumento della resilienza al trauma, a benefici per le relazioni sociali e contribuisce persino a cambiamenti cerebrali positivi.

Ricerche di neuroscienze mostrano infatti che la gratitudine può aumentare la materia grigia nel cervello e modificare i livelli di dopamina e serotonina, neurotrasmettitori legati all’umore.

Due studi dello psicologo A.M.Wood, pubblicati nel 2008 e 2009, indicano che soggetti che dimostrano maggiore gratitudine sono anche quelli che mostrano un maggiore benessere psicologico, poiché praticare la gratitudine riduce i livelli di ansia, depressione, ostilità e sentimenti di rimpianto e favorisce gioia, tranquillità, entusiasmo e appagamento generale. Negli stessi studi Wood ha rilevato che la gratitudine può avere un legame specifico con la felicità e spiegare caratteristiche della felicità che non sono spiegate da altre qualità della personalità.

Allenarci a scorgere la bellezza ci aiuta quindi a coltivare la gratitudine ed i benefici che questo atteggiamento verso la vita comporta. Ci aiuta ad accorgerci e stupirci di ciò che ci circonda e di quante cose abbiamo per cui essere grati e a non restare incastrati nel vortice dell’insoddisfazione e della mancanza.

Auguro a tutti noi allora di vivere questo tempo d’estate così, come scopritori di bellezza e coltivatori di gratitudine, poiché come dice David Steindl-Rast monaco benedettino e psicologo che ha approfondito il tema della gratitudine sia nella sfera spirituale che nella dimensione psicologica, “non è la felicità a renderci grati, ma è la gratitudine a renderci felici”.

 

 

 

 

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