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Cultura > I film della settimana

Arrivano i Fantastici Quattro

di Mario Dal Bello

Diretto da Matt Shakman, è in sala il nuovo capitolo della prima famiglia di supereroi. Che ci danno speranza.

Il cast de “I fantastici quattro” alla presentazione del film a Sydney, Australia. Foto EPA/DAN HIMBRECHTS AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Sono tornati, o, meglio, siamo tornati negli anni Sessanta del Ventesimo secolo in un mondo retro-futuristico, dove andare sullo spazio non è una impresa straordinaria, ormai. E così i quattro eroi della Marvel si trovano ad aver a che fare con delle sorprese: la prima è quella che la coppia aspetta finalmente un figlio, dopo anni di attesa, quasi da non crederci più. Così Mister Fantastic (Pedro Pascal), la moglie Donna Invisibile (Vanessa Kirby), la Torcia Umana (Joseph Quinn) e La Cosa (Ebon Mass-Bachrach) devono vivere nell’attesa dell’evento con la domanda: come sarà questo bambino (maschio, ovviamente)? Avrà superpoteri o sarà del tutto “umano”?

Domanda legittima, perché la Terra sta per essere invasa da una gigantesca, vorace divinità spaziale, Galactus: vuole divorare il pianeta, anzi il piccolo che nascerà. È preceduto da una sorta di angelo sterminatore spaziale, l’araldo Silver Surier (Julia Garner), che avvisa i mortali del progetto mostruoso a cui partecipa.

I Quattro partono per lo spazio, destinazione Galactus, per “parlare”; ma l’orrenda macchina divina vuole divorare il bambino e così la Terra sarà risparmiata. Salvare il figlio o salvare la Terra dal mostro? La domanda è grossa, la risposta difficile: i Quattro scelgono la vita del bambino, nonostante le critiche della gente, ma anche di salvare il pianeta. Architettano un piano mondiale che una volta tanto coinvolge ogni nazione, un chiaro invito a cessare le guerre terrestri e ad unirsi per la difesa comune. Tutto però parrebbe perduto, ma non la speranza, che è la vera protagonista del filmone.

Sceneggiato con cura, interpretato con professionalità credibile, con sprazzi di ironia che non guastano, e ridimensionano gli eroi, il racconto avventuroso si rivela un appello a difendersi dal male che sempre ci può inghiottire e a difendere la vita, quel bambino appetibile dal mostro ma che è capace, in una scena commovente (cristologica?), a ridare la vita.

La parabola è chiara, il film è assolutamente godibile, ricco di effetti mirabolanti, di voli spaziali, di qualche attimo di terrore e di ansia che ridimensiona l’ottimismo americano onnipresente e fa capire, soprattutto, che “uniti si vince”. Buon divertimento.

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