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In profondità > Libri e dintorni

Melvin Burgess: un libro per amico

di Catia Iori

- Fonte: Città Nuova

In dialogo con uno dei più noti scrittori contemporanei per giovani e ragazzi, alla scoperta del suo modo di comunicare e della sua visione dell’adolescenza e della formazione

Melvin Burgess (foto John Coombes)

Scanzonato e irriverente come un teenager, sneakers rosse ai piedi, Melvin Burgess – uno dei più prestigiosi scrittori contemporanei, ospite al Centro Culturale Multiplo di Cavriago – apre un dialogo appassionato con i suoi più accaniti lettori, i ragazzi appunto tra gli 11 e i 18 anni. Vincitore della Carnegie Medal e del Guardian Children’s Fiction Prize, Melvin Burgess è autore di successi come Junk, Billy Elliot, Il chiodo fisso, Kill All Enemies. Romanzi di formazione capaci di segnare il percorso di vita dei giovanissimi.

Ciò che colpisce da subito in lui è un ardente desiderio di comunicare con autenticità, senza falsi pudori o mezze parole. Vuole toccare il cuore dei ragazzi – è lui stesso a dirlo – e per cominciare si fa chiamare semplicemente Melvin, l’amico della porta accanto. Ritiene l’adolescenza importantissima: «È l’età in cui diventiamo le persone che saremo per tutto il resto della nostra vita», ripete spesso. Nel periodo in cui iniziò a pubblicare, nel mercato rivolto agli adolescenti dominava la musica. Ma per i libri era diverso. Difficile trovarne una spiegazione, ma lui ha provato, in questi anni, a dare una risposta e a colmare questo vuoto.

«I libri, la musica, i film che incontriamo durante l’adolescenza – ha evidenziato nel testo Scrivere per i ragazzi – li ricordiamo per il resto della nostra vita… I ragazzi sono il futuro. Tocca a noi far sì che il loro futuro sia quello giusto, costruttivo, pieno di amore per se stessi e gli altri. Per la natura ad esempio, per l’equilibrio ecologico del pianeta. Nella letteratura adolescenziale i miti sono eroi senza scrupoli, forti e baldanzosi, primi in tutto, invincibili, aggressivi. Non è questo il messaggio che desidero dare ai miei giovani lettori. Anche se sei giovanissimo devi guardare alla tua vita come a un miracolo prezioso, devi assaporarne ogni momento e accorgerti del suo valore. Sono le relazioni, le amicizie vere che costruiscono il nostro futuro e quello che saremo chiamati a essere. Non eroi solitari ma ragazzi che insieme cercano la loro strada per vedere e scoprire cosa sta dentro a quel meraviglioso pacco regalo che è al loro vita. Il business e la fama di gloria uccide ogni ideale. Ai giovani occorre il gusto della verità: bisogna essere sinceri con loro, non moraleggiare, non avere troppe paure e incitarli a mettersi alla prova, senza remore».

E nel suo ultimo libro, Il grido del lupo, racconta la storia di un lupo e di un cacciatore: ma la sua non è una fiaba, e non ci sono lieti fini. È la storia cruda – e anche crudele – del cacciatore, solo e senza amici, e della sua ossessione: la caccia spietata all’ultimo lupo d’Inghilterra. Una storia dolorosa e selvaggia, ma anche necessaria, con cui Burgess interroga se stesso e i teenager sull’estinzione delle specie animali.«Ma ci pensate? Se muore l’ultimo esemplare di una specie non ci sarà mai più…e quel cacciatore, che senso ha la sua vita?». Puntualizza Melvin: «Vorrei non solo intrattenere i ragazzi ma invitarli a vivere il senso profondo delle cose, della vita e della morte perché ogni morte è una tragedia per qualcuno».

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