Preti (sempre) di corsa

Le storie di tanti sacerdoti appassionati di corsa e di Vangelo.
La staffetta Evangelii Gaudium del 2018: Da sinistra: don Franco Torresani, don Gianni Buontempo, p. Pasquale Castrilli, don Vincenzo Puccio

Tutto inizia il 10 giugno 2017. Alla partenza della XI edizione della Supermaratona dell’Etna, gara che si disputa ogni anno il secondo sabato di giugno, c’è anche una staffetta composta da tre sacerdoti. È la staffetta Evangelii Gaudium, intitolata all’esortazione apostolica che papa Francesco aveva pubblicato al termine dell’Anno della fede, il 24 novembre 2013, da tanti è stata indicata come il manifesto del suo pontificato. La gara parte da Marina di Cottone nel comune di Fiumefreddo di Sicilia (Ct) e termina dopo 43 km all’Osservatorio vulcanologico sull’Etna, quota 2.920 metri. Paesaggio unico che nei 9 km finali diventa ‘lunare’: si corre su sabbia lavica. Al termine della gara, durata complessivamente poco più di quattro ore, la staffetta dei preti runners è arrivata seconda su una ventina di staffette al via.

Anno 2018, nuova partecipazione della Evangelii Gaudium alla Supermaratona dell’Etna. È il 9 giugno ed il caldo si fa sentire. I componenti della staffetta sono cambiati. In prima frazione don Vincenzo Puccio, parroco a Barcellona Pozzo di Gotto (Me), in seconda don Gianni Buontempo del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in terza frazione don Franco Torresani all’epoca parroco ad Arco di Trento. Tra la meraviglia generale la staffetta Evangelii Gaudium è prima al traguardo in meno di quattro ore. Al momento della premiazione gli organizzatori chiamano il parroco di Linguaglossa per premiare i colleghi, molti si avvicinano per complimentarsi e conoscere questi sacerdoti, nei giorni seguenti numerosi gli articoli sui giornali locali…

Vincenzo, Gianni e Franco sono felici e disponibili con tutti. Un libretto raccoglie e consegna alla storia quella giornata unica (Evangelii Gaudium. La staffetta dei sacerdoti runners sulle pendici dell’Etna, Missionari OMI editrice). Nella prefazione Margherita Magnani, atleta delle Fiamme Gialle, campionessa italiana del mezzofondo, scrive: “Ho visto l’Etna, la sua cima, le pendici, i paesi della Sicilia e la sua gente, grazie al vivace e dettagliato racconto dell’autore. Ho faticato anch’io minuto per minuto, chilometro per chilometro, con Vincenzo, Franco e Gianni, quei ‘tre preti venuti dal nulla’”.

Una scoperta
Sono molti i sacerdoti corridori. La maggior parte podisti amatori che traggono dalla corsa i benefici fisici e interiori che tanti amatori conoscono. Inseriscono chilometri di allenamento settimanali tra celebrazioni, ministero pastorale, studio o insegnamento. Alcuni di questi sacerdoti hanno iniziato a praticare atletica da ragazzi frequentando le piste e le scuole dello sport. Ci sono anche dei veri talenti, come i tre della staffetta del 2018, che si allenano con attenzione e con piani di allenamento preparati dai rispettivi allenatori.

È stata una vera scoperta ricca di tante sorprese. Negli anni della staffetta all’Etna comincio a raccogliere interviste, fotografie; alcuni amici mi segnalano preti podisti in varie zone d’Italia. Li contatto, ci conosciamo, ci riconosciamo, diventiamo amici. Negli anni del fermo causa pandemia da Covid19 sistemo questi materiali e ne aggiungo di nuovi. Pian piano prende forma il progetto Preti (sempre) di corsa che si concretizza in un libro di 15 interviste a sacerdoti corridori. Il nome piace subito perché gioca sul fatto che spesso i preti corrono ed è difficile rincorrerli e sul fatto che questi preti corrono per davvero. La corsa a piedi diventa per loro luogo di incontro con il Creatore, con il Creato e con i suoi abitanti.

Nella prefazione al libro Dario Marchini giornalista di Runner’s World Italia, ha scritto: “Leggendo i racconti di questo libro ho avuto conferma che la corsa è qualcosa che va oltre i limiti di una strada, che l’evoluzione verso cui porta è uguale per tutti: essere migliori”. E nella postfazione, Fabio Marri, direttore di podisti.net: “Uomini di Dio che non se ne stanno rinchiusi nella penombra riposante delle canoniche o dei monasteri, ma scendono per le vie, a svolgere la loro missione, anche di corsa”. Sulla copertina del libro Michele Amato ha fissato l’arrivo di padre Vincenzo Puccio e Francesco Ingargiola, ex maratoneta della nazionale italiana, alla Mezza maratona dei Nebrodi 2020 a Sant’Agata Militello (Me).

Chi sono i preti di corsa
Le interviste del libro rivelano vari modi di interpretare la corsa. C’è chi ama le gare brevi, altri quelle in montagna e chi si è specializzato in gare di lunga distanza. Nel gruppo c’è anche qualche campione che pratica la corsa da tanti decenni. Parliamo anzitutto di don Franco Torresani, prete trentino, che ha una lunga collezione di titoli italiani, europei e mondiali. È uno specialista di corsa in natura, ma si difende bene anche su strada. Ha avuto alcune convocazioni nella nazionale italiana di Corsa in montagna ed è tesserato con l’Atletica Paratico una delle più forti società di atletica italiane.

Don Vincenzo Puccio svolge la sua missione sacerdotale a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). Nella sua lunga carriera è stato capace di correre i 10km su strada in 33’, la mezza maratona in 1h10’ e la maratona in 2h29’.  Il 13 dicembre 2020 ha partecipato al Campionato italiano di maratona a Reggio Emilia salendo sul podio di categoria M45 con il tempo di 2h39’26”. Don Puccio si dedica anche all’attività di allenatore con ottimi risultati. È molto conosciuto soprattutto in Sicilia.

Don Federico Claure, biblista di origine argentina, è stato tra gli organizzatori della maratona di Assisi che si è disputata lo scorso 5 novembre. La coronazione di un sogno inseguito con tenacia negli anni della pandemia. Federico è presidente della Life Running Assisi, società sportiva dilettantistica no profit affiliata al Coni e alla Fidal.

Padre Sante Ronchi corre nella zona di confine tra Venezuela e Colombia, padre Zweli Mhlotswa in Sudafrica e tra i preti di corsa c’è anche un vescovo, mons. Jean Paul Vesco, attuale vescovo di Algeri, capace di correre in età giovanile la maratona di New York sotto le 3 ore.

Don Piergiorgio Tomasi, salesiano, ha corso per 36 volte la 100km del Passatore che va in scena ogni anno a fine maggio tra Firenze e Faenza. Anche don Pino Fazio, parroco a Curinga (Cz) ha corso due volte il Passatore e numerose gare di endurance. Don Marco Carletto è tra gli organizzatori della messa del maratoneta che si celebra da alcuni anni a Venezia alla vigilia della maratona.

Solidarietà
In Italia ci sono tante manifestazioni che uniscono l’attività sportiva alla solidarietà. I Preti sempre di corsa sono attenti a situazioni di povertà ed emarginazione. Il progetto raccoglie fondi per l’avvio alla pratica sportiva di bambini e ragazzi nei paesi del Sud del mondo. Padre Gabriele Bezzi di Livorno da più di vent’anni organizza pellegrinaggi di corsa e, insieme all’AVIS e ad altre associazioni livornesi, raccoglie fondi per l’ospedale pediatrico di Betlemme in Terra Santa.

Tra i progetti di solidarietà segnaliamo anche iniziative che prevedono la raccolta e l’invio di materiale sportivo nei Paesi del Sud del mondo per garantire gioco e sport alle giovani generazioni. Ne sono state realizzate due a San Cristobal, in Venezuela, e nel quartiere Camp Luka di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

Il libro Preti (sempre) di corsa è stato presentato in questi anni in varie occasioni suscitando interesse e curiosità. Ne hanno parlato anche TV2000, Radio Oreb e le riviste Runners’ World, Scarp de tenis, Toscana oggi e Credere. La rubrica Correre con lo Spirito sul periodico online podisti.net, molto conosciuto nell’ambito podistico nostrano, racconta spesso di questi singolari sportivi.

Il sito Internet pretisempredicorsa.it raccoglie notizie, articoli, fotografie e commenti. La piazza digitale della community dei sacerdoti runners illustra le loro storie di fede e di sport e al tempo stesso permette un incontro con questi “uomini di Dio” che hanno inserito la corsa a piedi nel proprio programma di vita settimanale come spazio di riflessione, riconciliazione, dialogo e solidarietà.

Di corsa per migliorare
Ho avuto la gioia di visitare molte nazioni del mondo in tutti i continenti. E di affiancare l’impegno di tanti confratelli Missionari Oblati di Maria Immacolata. Ho corso in ogni luogo dove sono stato. Dalle rive del Mekong in Thailandia al Santuario di Aparecida in Brasile, dal caldo asfissiante di Bissau, capitale della Guinea-Bissau nell’Africa occidentale alla pioggia ordinata di Lourdes. In questi anni ho avuto la gioia di correre 26 Maratone (42km) e una trentina di Mezze maratone (21km). Piano, ma fino in fondo. La corsa mi ha premesso di stringere amicizie con persone di tutti i ceti, età, lingue e razze. Indossando scarpe da running, canotta e pettorale siamo tutti uguali, tutti in cammino per migliorarci. La corsa è metafora della vita, la corsa è comunicazione e condivisione. Tante storie sono arrivate alle mie orecchie e al mio cuore, alcune, devo dire, piuttosto impegnative. La vita si fa in salita per tanti motivi e c’è bisogno di mettersi accanto per aiutare a rialzarsi e a ritrovare speranza. Dentro Preti (sempre) di corsa c’è un sogno: aiutare chi ha più bisogno perché vive nell’indigenza. In particolare i bambini e i ragazzi che devono avere la possibilità di giocare ed essere educati ad una sana pratica sportiva. Ringrazio gli amici podisti che hanno contribuito a creare un piccolo fondo inviato ai missionari e a contesti che conosco personalmente. Molte persone mi hanno detto che leggendo i miei libri si sono riaccesi propositi (sportivi e di fede), qualcuno ha ripreso a correre, qualcun altro ha letto la Evangelii Gaudium di papa Francesco… Molti hanno colto la “Chiesa in uscita” che desidera stare tra la gente anche nel mondo molto eterogeneo dello sport. Per restare in contatto: www.pasqualecastrilli.it (in particolare la sezione running). www.facebook.com/pax1902.

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