Zucchero & Pino Daniele: alla vigilia dei 50

Da che esistono, le stelle del pop-rock italiano, hanno sempre avuto un grosso problema: dimostrare al proprio pubblico di non aver nulla da invidiare a quelle anglostatunitensi. I più han provato semplicemente a scimmiottarle (negli atteggiamenti oltreché nello stile) in modi più o meno credibili, ma c’è anche chi ha saputo fregarsene, e chi ne ha addirittura preso le distanze, felicemente orgoglioso del proprio provincialismo. Zucchero e Pino Daniele, no. Loro hanno scelto un’altra strada, più rischiosa ed onerosa forse, ma almeno potenzialmente assai più gratificante: quella del confronto diretto. Duetti sempre più spericolati ed altisonanti per l’Adelmo da Sarzana, collaborazioni sempre più prestigiose per il napoletano. Di rilancio in rilancio i due sono arrivati alla vigilia dei fatidici cinquant’anni (entrambi sono nati nel ’55) carichi di gloria e sorretti da curriculum impressionanti, certificati – se così possiamo dire – dai più bei nomi della scena planetaria. Intendiamoci: oggi coi soldi si può comprare quasi tutto, anche la comparsata di un mito a supportare degli sbarbatelli (come il rolllingstoniano Bill Wyman pateticamente accoppiato ai DB Boulevard nell’ultimo Sanremo); pagando il giusto, qualunque miliardario può impressionare impressionare gli amici con un concerto in villa di Celine Dion, o chiamando un mammasantissima a suonare al proprio matrimonio. È il viceversa che non è cosa da tutti. Perché lì c’entrano anche altre cose – tipo l’amicizia e la stima – che i soldi non possono comprare, neppure in questo cinico e talvolta ipocrita paese dei balocchi che è il music-business. E per conquistarle occorrono oltre al talento, anche applicazione, umiltà, affinità elettive e simpatia. Ciò detto, va aggiunto che i rispettivi ritorni dei nostri eroi divergono in quasi tutto. Zucchero ha scelto una sorta di autocelebrazione semi-antologica, Daniele ha preferito un audace rinnovamento stilistico, condiviso con colleghi dai nomi meno roboanti non per questo meno significativi. Del resto Zucchero & Co (Universal) è una sorta di suggello – e di grimaldello – concepito per scassinare il mercato internazionale; Passi d’autore (Bmg) è invece un’opera di ricerca espressiva di un artista che riparte dalle proprie radici cantautorali per esplorare nuovi paesaggi. L’uno perfetto prodotto di massa, l’altro raffinatissimo e s e r c i z i o d’autore. Entrambi gli scrigni celano tesori cesellati con cura sopraffina. Ma se.l’album di Zucchero abbaglia soprattutto per il cast stellare (da Miles Davis a Clapton, da John Lee Hooker a Sting), quello di Daniele conquista piuttosto per la delicata, originalissima fragranza delle composizioni. Zucchero macina il solito buon vecchio rhythm’n’blues, sudaticcio o struggente a seconda delle occasioni; Daniele incrocia madrigali e bossanova, suggestioni mediterranee e intimismi crepuscolari. Ditemi quale preferite e vi dirò chi siete. Franz Coriasco CD NOVITÀ LENNY KRAVITZ BAPTISM Virgin Il settimo album della rockstar statunitense gioca sull’ambiguità (misticismo e provocazioni astutamente dosate), su un ammaliante mix d’energia rockettara e ballatone soul, il tutto corredato da pose da sex-symbol tenebroso e dichiarazioni da profeta della porta accanto. Opera godibile e perfettamente allineata agli imperativi radiofonici, ma incapace d’uscire dalla lussuosa routine di quasi tutti i prodotti di alta classifica. Da un talento del suo calibro era lecito attendersi qualcosa di più. MAROON 5 Che questo album ci abbia messo due anni ad emergere dall’anonimato ha quasi dell’incredibile. Una manciata di canzoni fresche e terribilmente gradevoli che sanno coniugare il rock bianco con parecchie desinenze della blackmusic. Meglio tardi che mai: se sapranno resistere all’improvvisa notorietà, i cinque californiani sono attesi da un futuro gravido di soddisfazioni. L’ITALIA DEI FESTIVAL Verona. L’82ª edizione areniana apre con Butterfly (regista Zeffirelli per la prima volta, direttore Oren), prosegue con Aida, Trovatore,Traviata, Rigoletto. Serata evento il 4/8 con Placido Domingo nella Corona di pietra dedicata ai grandi operisti. Dal 19/6 al 31/8 www.arena.it. Tivoli (Roma) Festival Euromediterraneo. Aperto da Lorin Maazel, la rassegna comprende: opere (Le Villi, Edgar, Cavalleria) teatro (Elettra); danza (Alessandra Ferri, Il lago dei cigni) folk. Dal 3/7 al 4/8. 06-68809109 Pesaro IL 25° Rossini Opera festival prevede Tancredi, Elisabetta, Matilde di Shabran, la Petite Messe e la Cantata Il vero omaggio. Fra gli artisti Juan Diego Flòrez, Sonia Ganassi. Direttori Palumbo, Frizza, Campanella,Renzetti, registi Pizzi, Daniele Abbado, Martone. Dal 6 al 20/8. rof@rossinioperafestival.it

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