Zig Zag (della serie non è mai troppo tardi)

Spesso l’avventura parlamentare pare essere una gara di sci.
Sci slalom

Lo slalom gigante è una gara da brividi: proiettili umani sparati a folle velocità, il cui compito unico è quello di smarcare una volta a destra e una a sinistra l’ostacolo frapposto. Strano che la nostra classe politica non recluti fra questi grandi campioni i suoi principali paladini. Sì, perché l’avventura parlamentare pare essere una gara di sci. Con disinvoltura, il politico italiano si muove a zig-zag fra cartelli, etichette, ideologie, leader, formazioni parlamentari. Da neofascista a liberale, da socialista a conservatore, da radicale a paladino dei valori cristiani, da comunista a berlusconiano, da calvo a capelluto, con appartamento o con la barca… con tutti i ritorni possibili e le ripartenze, verso altri lidi.

Si potrebbe pensare positivamente di una tale vivacità ideologica. Ci si potrebbe – chissà – compiacere della capacità della nostra classe politica di mettersi in discussione, al punto di scoprire i valori antagonisti e aderirvi, per puro spirito di concordia.

Magari! Purtroppo, accade più frequentemente che il cambio di direzione non anticipa una scelta di valori, ma è solo funzionale al proprio vantaggio, o per una ricandidatura ricercata in una cordata parlamentare più sicura. In tal caso, la scelta di cambiare casacca politica non è l’anticipo di un mutamento culturale, ma è il posticipo di uno spostamento di equilibrio nelle forze parlamentari. Che tristezza.

 

Che dite, non sarà meglio tornare a godersi lo slalom? Forse sì. E seguire con lo sguardo l’evoluzione dello sciatore, che dopo i brividi della discesa spericolata, giunge al traguardo compiendo una parabola laterale, un mezzo giro capace di frenarne la dinamica. In questa azione, abbraccia idealmente tutto il pubblico assiepato attorno, di ogni fede sportiva, pronto a congratularsi per la sua performance.

Lo slalom gigante è davvero una metafora di speranza della nostra vita politica: l’ondivago parlamentare tanto alla moda in questi nostri sofferti tempi potrebbe scoprire che l’unico traguardo che veramente importa è il bene comune, e farne un manifesto esistenziale, la ragione della propria missione. Al termine della discesa, i passaggi fra gli ostacoli non si ricordano più. Tutto si riassume in quel volo ideale, sul traguardo. Non è mai troppo tardi, allora. Anche per la nostra politica è possibile una redenzione.

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