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Cultura > Arte e Spettacolo

Yves Saint Laurent: lo spot censurato

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

Una stampella Yves Saint Laurent

Una modella troppo magra, una foto in bianco e nero, luce e posizione che sono studiate appositamente per mettere in risalto il busto della ragazza dove «le costole sono visibili e sporgono», anche le gambe sono «troppo sottili», sono queste le motivazioni che hanno portato l’Asa, l’autorità di controllo britannica per la pubblicità, a bloccare lo spot.

La campagna pubblicitaria del famoso marchio francese Yves Saint Laurent era apparsa da poco sul magazine di moda Elle UK, quando l’Asa ha deciso di censurarla. L’accusa alla casa di moda è di aver utilizzato “l’anoressia chic”, per tentare di attirare l’attenzione delle giovani donne e promuovere la nuova collezione. «L’Asa ha ritenuto che la posa della modella e il particolare effetto di illuminazione nella pubblicità era atta a portare l’attenzione al petto della modella, «dove la cassa toracica era particolarmente evidente», ma non solo, la ragazza è stesa in terra, tacchi alti e un vestitino che lascia poco all’immaginazione ma che ha attirato le critiche di molti anche sulle sue gambe eccessivamente magre, le ginocchia sporgenti, braccia e cosce talmente sottili che la differenza è minima. Un’immagine irresponsabile e negativa, una modella sottopeso che viene mostrata, ancora una volta, come simbolo di bellezza ed eleganza.

Anche il web si è scatenato e sono state tante le accuse nei confronti della maison, che però ha deciso di non difendersi, l’unica cosa che ha fatto sapere è di «non essere d’accordo con le lamentele sull’eccessiva magrezza della modella». Va ricordato anche che non è la prima volta che le pubblicità di YVS sono criticate per l’eccessiva magrezza delle sue modelle.

Una decisione importante che dimostra la crescente attenzione verso il problema dell’anoressia in passerella, la strada è però ancora lunga, quello che manca è un vero e proprio cambiamento culturale.

Riproduzione riservata ©

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