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Vivere gli eventi dal di dentro, come trovarsi sul posto, come chi ne è protagonista o spettatore diretto.
Cineoperatore

Vivere gli eventi dal di dentro, come trovarsi sul posto, come chi ne è protagonista o spettatore diretto, pur guardandoli allo schermo del pc o della tv. È quanto succede a seguire gli eventi del mondo attraverso i video amatoriali di chi quegli accadimenti li vive davvero, in prima persona, magari essendo motore dei fatti stessi, e sceglie di condividerli con un pubblico vastissimo e sconosciuto, per lo più attraverso il web. Video che offrono agli spettatori un’opportunità unica: quella di una testimonianza diretta, “non mediata” dalla tecnica dei tradizionali strumenti di comunicazione, per natura guidati da regole e da una prassi vincolanti, applicate perseguendo obiettivi di informazione. Strumenti che, pur realizzando prodotti d’eccellenza, offrono un racconto “filtrato” degli eventi, costruito al fine di veicolare un messaggio, attraverso un linguaggio sapientemente elaborato. Un filtro che agisce già sulla selezione e sulla scelta compositiva delle immagini, e che è espressione della professionalità e della sensibilità degli operatori, anche quando, con onestà, si intende offrire una lettura veritiera dei fatti.

 

Diversamente il video di chi “cattura” gli accadimenti senza la lente della tecnica, magari attraverso un telefonino, offre un documento genuino, non costruito, che pone lo spettatore sullo spesso piano del protagonista, e lo trasporta nel cuore degli eventi stessi, non di rado suscitando un coinvolgimento emotivo più forte. Le istantanee della devastazione prodotta in Giappone dallo tsunami dell’11 marzo riprese dai video amatoriali sono sconvolgenti nella loro verità: sembra di percepire la potenza dell’onda di acqua e fango che invade le vie delle città costiere e travolge navi, case, auto, vite umane. Una modalità di racconto che è figlia della rivoluzione digitale dell’ultimo decennio e che amplifica le capacità espressive dei mezzi di comunicazione di massa, non soppiantando i sistemi tradizionali ma offrendo una preziosa, inedita prospettiva.  

 

 

CRISI UMANITARIE

La solidarietà passa per il web

Mentre nel Giappone devastato dal sisma e dallo tsunami, sotto la minaccia del disastro atomico, le comunicazioni tradizionali sono per lo più interrotte, i social network diventano una fonte informativa di primaria importanza. È il caso di Twitter che grazie al sistema degli hashtag fornisce notizie in tempo reale, lancia allarmi, segnala emergenze o informazioni utili ai soccorritori. O di Facebook, dove nell’ora successiva al disastro sono nate pagine e gruppi di sostegno per aggiornare in tempo reale o per offrire conforto spirituale (come per la pagina Pray for Japan, con oltre 1780 iscritti). Tra gli obiettivi di questa comunicazione c’è quello di condividere risorse che possano aiutare le vittime: su pagine come Global Disaster Relief  è possibile trovare la versione giapponese dell’applicazione di Google chiamata Person Finder, sviluppata per cercare le persone disperse in caso di evento catastrofico. Aggiornamenti e informazioni su trasporti e condizioni meteo si trovano poi consultando Google Crisis Response.

 

UNIVERSITÀ

Addio dispense, si passa all’e-book

Niente più file in copisteria per fotocopiare i testi d’esame, stop agli evidenziatori e agli appunti a margine del testo. Gli universitari di Padova da oggi studiano sull’e-book. È stato presentato in queste settimane il primo corso universitario in Italia su e-book, nato da una collaborazione fra l’Università degli studi di Padova, Asus, Webster e libreriauniversitaria.it: Italian Entrepreneurship è un programma di didattica sperimentale che mette a disposizione degli studenti innovativi quaderni digitali che consentono di prendere appunti in modo naturale e assicurano funzionalità tra cui quella di e-Reader, voice recorder, la riproduzione di audiolibri e la possibilità di scattare foto. Con un abbattimento significativo dei costi.

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