Il vulcano Cumbre Vieja divora le Isole Canarie

Incertezza e desolazione intorno all'eruzione del vulcano Cumbre Vieja a La Palma, Canarie (Spagna). 6.000 persone evacuate, mentre una nube di acido corrosivo potrebbe raggiungere l'Italia venerdì 24 settembre.
(AP Photo/Emilio Morenatti)

Domenica scorsa, 19 settembre, il vulcano Cumbre Vieja sull’isola canaria di La Palma ha eruttato, causando una catastrofe in tutta la zona e potenzialmente gravi danni in altre aree come la penisola iberica, la penisola italiana e il nord Africa. In effetti, le conseguenze dovrebbero farsi sentire in Italia a partire da venerdì 24 settembre.

Giorni prima, l’isola aveva registrato circa 7.000 terremoti, secondo l’Instituto Geográfico Nacional, portando alla ipotesi che il magma stesse spingendo sotto la superficie e stesse per causare un’imminente eruzione. I terremoti si sono verificati sempre più vicini alla superficie, finché il magma non ha trovato una via d’uscita.

Grandi colate di lava infuocata stanno avanzando attraverso il territorio, distruggendo tutto ciò che trovano sul loro cammino. All’inizio la velocità era di 700m/h, ma ora è diminuita a circa 4m/h a causa del raffreddamento e della solidificazione delle rocce. Secondo i dati dell’agenzia spaziale europea Copernicus, 154 ettari sono stati devastati e più di 300 case sono state completamente inghiottite dalla lava. Di conseguenza, più di 6.000 persone sono state evacuate. Il Centro Insular de Iniciativas Turísticas (CIT) Tedote e Asdetur La Palma ha collaborato all’evacuazione dei residenti e dei turisti colpiti. Alcuni sono stati trasferiti in altre isole, mentre altri sono stati accolti in stabilimenti turistici grazie alla disponibilità dei gestori degli alberghi.

Le lingue di fiamma hanno viaggiato per più di 4 km lungo il pendio ad una temperatura di più di 1.000°C. L’accumulo di roccia fusa ha creato un muro alto 12 metri, che ha chiuso diverse strade e potrebbe finire per dividere in due l’isola di La Palma. Questo porterebbe all’isolamento di numerosi comuni. I vigili del fuoco hanno cercato di rallentare l’avanzata della lava scavando trincee che aiuterebbero eventualmente a incanalare le lingue di fuoco nei burroni.

Attualmente, la località di Todoque, quella più vicina al mare, è stata divorata dalla lava. Anche se gli esperti non sono certi che la lava raggiungerà l’Oceano Atlantico dopo la riduzione della velocità di avanzamento, vi è un’alta probabilità che avvenga, dato che attualmente si trova a poco più di 2 km da esso. Questo comporterebbe gravi rischi per la salute e l’ambiente, perché il contatto con l’acqua porterebbe ad emissione di gas tossici, soprattutto a causa dell’accumulo di anidride carbonica (CO2) e anidride solforosa (SO2). Secondo l’Istituto Spagnolo di Oceanografia (IEO), lo shock termico produrrebbe un aumento della temperatura dell’acqua fino a 20ºC, con esplosioni e nuvole di vapore acido che potrebbero anche provocare piogge acide. In particolare, questo causerebbe un’irritazione del sistema respiratorio delle persone colpite. Nonostante questo, l’Agenzia meteorologica statale (Aemet) assicura che ci sono poche possibilità di una tale pioggia.

Secondo le prime approssimazioni delle emissioni di SO2 nell’atmosfera, si stima un totale di 9.000 tonnellate al giorno. Il sistema satellitare Copernicus prevede che la nube di zolfo raggiungerà la Sicilia settentrionale e la Sardegna meridionale venerdì prossimo.

Gli scienziati sottolineano che è difficile calcolare quanto durerà l’eruzione, ma affermano che potrebbe durare tra 24 e 84 giorni, basandosi sull’esperienza vulcanica nella storia delle Isole Canarie. In questo contesto di catastrofe naturale, in cui i danni materiali ammontano a 400 milioni di euro, spicca la solidarietà sia degli organismi di sicurezza dello Stato, sia delle Ong e dei singoli cittadini, che si sono dati da fare per aiutare coloro che hanno perso tutto, accogliendoli nelle case o offrendo loro vestiti e cibo.

Inoltre, il governo delle Canarie ha annunciato che procederà all’acquisto di 73 case per le persone colpite dal vulcano. In più, La Palma potrà accedere al Fondo europeo di solidarietà per alleviare la situazione. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che la Spagna sarà aiutata se necessario. Nel frattempo, il re e la regina di Spagna si sono recati sul posto per verificare la situazione e sostenere la popolazione in questo tempo di tragedia.

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