Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Cinema

Voglia di (sor)ridere

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Prendila come viene e Sono tornato. Due film da vedere

Meno male che il cinema sa ancora divertire, e con gusto. Specie i film francesi, che sanno unire brillantezza ad arguzia anche in un lavoro corale come C’est la vie -Prendila come viene (un titolo italiano poco convincente). Esperto in ricevimenti e matrimoni, Max deve organizzarne uno in stile settecentesco in una villa del secolo. La sua troupe contiene un mazzo di umanità: camerieri pakistani, un fotografo erotomane, un ex professore, un cantante fuori luogo e altri piccoli personaggi della provincia francese che faticosamente devono organizzare la serata per il giovane sposo megalomane. Gli incidenti – gustosissimi – si susseguono; lui, il povero Max, deve poi sistemare il rapporto con la moglie e con l’amante, cosa tutt’altro che facile.

Il film scandisce il battito delle ore con un ritmo che via via si fa più frenetico, tra i pasticci combinati dai camerieri e le pretese dello sposo con delle trovate a dir poco esilaranti. Il racconto, agile e ben congegnato, senza un minuto di stanca, brilla per verve acuta sui caratteri, vere spie sulla società attuale, visti dall’interno dei preparativi. Una giostra umana, recitata con un ottimismo di fondo che fa assomigliare il film ad una commedia alla Rossini. Senza mai concedersi alla sgradevolezza di tante nostre commedie. Un pizzico di amore e di comprensione e tutto può filare nella vita, ci dicono i registi Olivier Nakache ed Eric Toledano, autori anche del magnifico Quasi amici.

Per tornare da noi, ecco Sono tornato, di Luca Miniero, regista, e Nicola Guaglianone, sceneggiatore. Chi si rivede? Lui, il duce, Benito Mussolini nella maschera facciale (somigliantissima) di Massimo Popolizio. Di questi tempi è di moda ironizzare sui dittatori, come rivela il successo del caustico Morto Stalin, se ne fa un altro (da non perdere per i l suo humour nero). Un giorno riemerge dal Parco sull’Oppio a Roma il duce, notato da un giovane documentarista che lo crede un attore meraviglioso. Lui invece è quello autentico, smarrito all’inizio e meravigliato di trovare gli italiani «ignoranti come 80 anni fa».

Il regista le frecciate sull’Italietta rancorosa, ignorante, disillusa non le risparmia, grazie a diverse interviste reali (ma i politici si sono negati). La politica poi non è amata da nessuno. Sotto lo scherzo piacevole tra fantasia e umor agrodolce – scandita dal Brindisi dalla Traviata con evidente timbro ironico – si prendono di mira i vezzi attuali: il potere dei media, la mania dei cellulari, la mancanza di rapporti sociali veri, la mediocrità amorale della televisione, i neofascisti: insomma, ce n’è per tutti. E pure per lui, che da star mediatica poi diventa un personaggio detestato: leggi razziste, guerra, privazione della libertà eccetera.

Ma, e forse è questo che il film vuole dire, l’Italia dal tempo del duce ad oggi è andata avanti o indietro? Non si può che ricominciare. Forse studiando la storia, visto che la nostra memoria si va perdendo, e quindi la nostra identità. Non è poco per un film sorridente e scaltro, che farà discutere. Almeno si spera.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876