Vocazione missionaria, storia di amore e fedeltà

la Giornata Missionaria Mondiale si celebra domenica 24 ottobre 2021, sul tema “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”. Il Cardinale Tagle nel suo intervento riprende e ricorda il Messaggio di Papa Francesco inviato per l'occasione.
Giornata missionaria mondiale

«Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato» (At 4,20). Sono le parole di Pietro e Giovanni nel brano degli Atti degli Apostoli che papa Francesco prende come riferimento nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale. La vocazione missionaria non è una storia romantica o ideale, è una storia che si incarna in un contesto di annuncio ma anche di persecuzione, come accade agli apostoli nel brano appena citato.

Il cardinale Tagle, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, presentando nella Sala Stampa vaticana la Giornata Missionaria che si celebrerà il 24 ottobre prossimo, ha voluto sottolineare alcuni atteggiamenti degli Apostoli durante la missione. Pietro e Giovanni, che nell’episodio descritto dagli Atti degli apostoli subiscono la persecuzione, continuano la missione con gioia. È importante comprendere quale sia il segreto di questa gioia di cui abbiamo bisogno per annunciare il Signore. Il papa dice che gli apostoli hanno fatto esperienza della potenza dell’amore di Dio in Cristo Gesù, hanno ricevuto la Buona Notizia, sono stati toccati da Lui e il dono di Dio supera ogni difficoltà. È questa esperienza a mandarli in missione. La missione, infatti, non è qualcosa di pragmatico ma è un’espressione di gioia e gratitudine. Gli apostoli, dunque, diventano testimoni di compassione e speranza.

«Non possiamo tacere». Papa Francesco dice che non possiamo tenere il Signore per noi. Ecco perchè gli apostoli hanno bisogno di condividere il Signore di cui hanno fatto esperienza. Ciascuno ha la propria personale esperienza di Dio, ma essa è un dono da condividere: «La nostra vita di fede si indebolisce, perde profezia e capacità di stupore e gratitudine nell’isolamento personale o chiudendosi in piccoli gruppi; per sua stessa dinamica esige una crescente apertura capace di raggiungere e abbracciare tutti», si legge nel Messaggio. Bisogna uscire da se stessi per essere missionari, condividere l’esperienza di Dio, raggiungere ogni luogo, ogni periferia, geografica ed esistenziale.

Papa Francesco ricorda: «Oggi, Gesù ha bisogno di cuori che siano capaci di vivere la vocazione come una vera storia d’amore, che li faccia andare alle periferie del mondo e diventare messaggeri e strumenti di compassione». La vocazione missionaria – commenta il cardinale Tagle – è una vera storia di amore che spinge ad andare verso le perifrie come messaggeri di compassione. Non è una storia di successi, ma una storia di amore e di fedeltà al di là della sofferenza.

Nella Giornata Missionaria Mondiale, «ricordiamo specialmente quanti sono stati capaci di mettersi in cammino, lasciare terra e famiglia affinché il Vangelo possa raggiungere senza indugi e senza paure gli angoli di popoli e città dove tante vite si trovano assetate di benedizione», scrive Francesco.

Mons. Dal Toso, Presidente delle Pontificie Opere Missionarie (POM) e Segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, invita ad allargare lo sguardo verso il 2022, anno in cui si celebreranno alcuni anniversari: 400 anni della Congregazione, 200 dalla fondazione della prima Opera missionaria, l’Opera per la Propagazione della Fede, 100 anni dalla elevazione a Pontificie di tre delle quattro delle Opere. Il prossimo 22 maggio, si celebrerà a Lione la beatificazione di Pauline Jaricot, la fondatrice della prima Opera. Pauline è stata una donna con una grande passione missionaria, che «ha messo in moto un vero movimento spirituale missionario grazie all’Opera della Propagazione della Fede, che ha avuto una diffusione immediata e capillare: gruppi di 10 persone, che poi si riunivano in 100 e poi in mille con un responsabile ad ogni livello», spiega Mons. Dal Toso. Dopo meno di un anno l’Opera è stata riconosciuta da Pio VII e nel 1825 il re di Francia la finanziava con un dono di 4000 franchi. Un piccolo seme da cui è cresciuto un grande albero.

Sono tante le testimonianze di missionarie e missionari che, coltivando nel cuore gli stessi sentimenti di Cristo Gesù, hanno visto nel prossimo un fratello, una sorella da amare. Ogni anno la Giornata Missionaria Mondiale sollecita ciascuno ad andare oltre le difficoltà contingenti, oltre «lo scoraggiamento, il disincanto, la fatica» e a «trovare il coraggio di condividere con tutti un destino di speranza, quella nota indubitabile che nasce dal saperci accompagnati dal Signore».

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