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Italia > Società

Vito Alfieri Fontana, “Armi? Non nel mio nome”

a cura di Candela Copparoni

Summer School EduCare, “oggi per essere futuro”. Sala piena a Pellizzano in Val di Sole per ascoltare Vito Alfieri Fontana, ex produttore di mine antiuomo. Per fermare la guerra occorre una forte partecipazione democratica

Vito Alfieri Fontana foto C Copparoni

È di estrema attualità e rilevanza la testimonianza che l’ingegnere Vito Alfieri Fontana ha condiviso in Val di Sole nel contesto della Summer School EduCare, oggi per essere futuro. Ex produttore di mine nell’azienda di famiglia, una delle fabbriche di armi più conosciute in Italia e all’estero, ha deciso di chiudere l’impresa e di iniziare una nuova vita. Una scelta che comportava una svolta radicale, ma che era l’unica strada che in coscienza si sentiva di percorrere: bonificare i campi delle mine che lui stesso aveva fabbricato. Pensare ai bambini che nei campi minati avrebbero giocato con questi artefatti “mi faceva male – racconta Fontana –. Sentivo che stavo diventando un depravato”.

Summer School Trentino 2025 Foto C Copparoni Nel contesto attuale in cui si parla di riarmare l’Europa, la sua è un’esperienza controcorrente che incita a fermare la crudeltà nella progettazione delle armi. Ieri come oggi ha esclamato “Non nel mio nome” a perpetuare le vittime innocenti. Un no che trova eco nel comune sentimento della gente, già che afferma che il 99,6% delle persone non vuole la guerra. Per questo motivo considera moralmente inaccettabile e antidemocratico che solo alcuni potenti, una piccolissima fetta della popolazione, detengano la decisione di farla.

Secondo l’ingegnere si dovrebbero da subito avviare comitati etici di controllo all’interno delle industrie stesse che producono armi. Ma più di tutto è necessario rimettere in moto una mentalità politica che agisca orientata da valori diversi dal semplice tornaconto economico.

Non si tratta di pacifismo, ma di operare la pace in maniera diffusa, attiva e convinta. Per lui – che per 17 anni ha percorso i Balcani sminando le micidiali bombe che aveva fabbricato – ogni spazio delle nostre coscienze, come ogni metro quadro bonificato dalle armi, è un terreno che strappiamo alla guerra e restituiamo alla pace.

Al folto pubblico presente e ai giovani della Summer School interuniversitaria in corso in Val di Sole ha rivolto un forte appello: «La volontà di decidere sta in ciascuno di noi ed è arma potentissima che si esprime con la partecipazione politica. Non sprechiamola! Bisogna che come cittadini riprendiamo in mano con convinzione il nostro destino».

 

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