Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Sport

Vite da Giro

di Giovanni Bettini

- Fonte: Città Nuova


Piccoli ritratti di uomini (e campioni) dal Giro d’Italia. Oggi il primo giorno di riposo, domani arrivo in salita all’Altopiano del Montasio

Maxim Belkov

«Le corse in bicicletta si vincono quando si può, raramente quando si vuole», diceva Coppi. E come dargli torto, avrà ripetuto dentro di sé Maxim Belkov sul traguardo della nona tappa del Giro d’Italia, da Sansepolcro a Firenze. Ventott’anni, Maxim è un ciclista russo di una squadra super russa che di nome fa Katusha, il sostantivo femminile più diffuso nei territori dell’ex Unione Sovietica. Per nome la cultura, per cognome una cordata di sponsor nazionali che sullo sport credono pesantemente, investendo altrettanto, al punto di dar vita ad un vero e proprio “progetto ciclistico globale”: un’opportunità per diffondere la pratica sportiva dando una chance ai migliori talenti cresciuti in terra di Russia.

Belkov è uno di questi ragazzi, uno che ce l’ha fatta anche se a dire il vero è in Italia che ha capito di poter diventare corridore non solo per passione, ma anche di mestiere. Viene da Iževsk, la città dove vengono prodotti i fucili AK-47, i Kalašnikov per farla breve, ma parla l’italiano e vive a Prato. Non è un campione o meglio lo è stato a guardare il palmares, visto il titolo europeo a cronometro nella categoria under 23 conquistato nel 2007. Poi il passaggio tra i grandi, piazzamenti pochi, ma buoni, zero vittorie in quattro anni di professionismo. Poco per una giovane promessa. Avrebbe voluto vincere anche prima Maxim, ma raramente le corse in bicicletta si vincono quando lo si vuole soprattutto se vieni “promosso” per fedeltà e dedizione a luogotenente dei capitani. Esploratore, guastatore del genio ciclismo, Belkov è uno di quelli che spesso è chiamato ad andare in avanscoperta per stanare gli avversari, in fuga vento in faccia. Ieri a Firenze ha vinto da campione, sfondando le linee nemiche: sessanta chilometri di fuga in solitaria, centoquaranta in compagnia, pochi metri di gloria. Il tempo di ringraziare tutti, sventolare la bandiera del suo paese sul palco e rientrare nei ranghi.

È un gran bel Giro questo. Con un sir Bradley Wiggins (team Sky), vincitore del Tour de France 2012 che non ti aspetti. Prudente lungo le discese bagnate e scivolose, tanto da essere impacciato, tanto da inciampare su un anonimo tornante incontrando la paura: la paura di fallire, di non riuscire, di essere sotto una cattiva stella. È un gran bel Giro con un italiano in maglia rosa: Vincenzo Nibali (Astana) che ha messo tra sé e il temuto avversario inglese una dote di un minuto e sedici secondi. È un gran bel giro con il francese Laurent Pichon, numero di gara 106, a un’ora e quarantatré minuti da Nibali, ma con due denti rotti e quattro punti di sutura al mento. È un gran bel Giro con il velocista Mattia Gavazzi (Androni-Venezuela) che torna in gruppo dopo una squalifica (la seconda) per uso di cocaina: dieci mesi in comunità e un percorso di disintossicazione al Sert. Insomma è veramente un gran bel Giro con una lista infinita di storie. C’è chi vince e c’è chi perde, ma alla fine sono tutti campioni.

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876