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Italia > Libri e dintorni

Vicini e insieme, un dono da vivere

a cura di Redazione

- Fonte: Città Nuova

Dal Friuli Venezia Giulia ci arriva la testimonianza del progetto “Vicinanze”, promosso dall’associazione Famiglie Nuove e dal Movimento dei Focolari, che nell’arco di due anni ha coinvolto anche diverse associazioni e la società civile al largo, con un vasto effetto moltiplicatore. Qui un focus sull’incontro conclusivo del ciclo terminato lo scorso febbraio

Un momento dell’incontro di “Vicinanze” del 28 febbraio 2026 a Udine (foto Famiglie Nuove Fvg)

Meglio non poteva concludersi il mese di febbraio, noto per essere il mese del carnevale, con un ritrovo festoso e meno chiassoso, ricco di incisiva fraternità, grazie ad uno degli appuntamenti del progetto Vicinanze, tenutosi al Centro Balducci di Zugliano in provincia di Udine. L’incontro è stato realizzato, oltre che da Famiglie Nuove del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione cono l’associazione Casa Mia Odv, il Centro Balducci e l’associazione friulana oncologia pediatrica Luca Odv.

Un convegno per celebrare e rilanciare la prossimità tra le persone e le varie, e per fortuna tante, associazioni e comunità, che puntano dritte al ritrovare una sempre più necessaria e sognata dimensione di prossimità, in modo da dare risposte alle solitudini e alle molte tristezze del vivere umano in questo tempo. La solitudine, spesso silenziosa, rende invisibili e quindi occorre tracciare percorsi di vicinanza verso chi aspetta un gesto, uno sguardo, una parola che dica: io ti vedo, tu sei importante. Per questo è importante cominciare col percepire l’altro e aprire, in forme organizzate e aggreganti, uno spazio di accoglienza.

L’incontro è stato pensato a livello regionale, per cui ha ospitato testimonianze del volontariato presenti in tutto il Friuli Venezia Giulia: una regione che si pone seconda in Italia per densità di volontari, uno ogni 7 abitanti, con oltre 8.500 tra enti e associazioni e oltre 160.000 persone coinvolte. Introdotto da Barbara Bizzocchi del Movimento dei Focolari e da don Paolo Iannaccone, presidente del Centro Balducci, il convegno ha disteso il suo tappeto punteggiato di sentimenti che rompono le solitudini e indicano una strada nuova nella riscoperta dell’alterità.

E così gli astanti sono stati davvero catturati dalla bellezza e dalla freschezza di testimonianze rese preziose dalla rinascita delle relazioni di apertura e di amicizia vissute ad esempio da Telefono amico, volontari attivi nell’ascolto di persone che vogliono appunto essere considerate e ascoltate.

Brani di vita rigenerata che sono emersi anche dai volontari dell’AVO – Associazione Volontari Ospedalieri, che si mettono accanto ai malati con discrezione, dove l’ascolto è la linfa vitale e dove si sommano i gesti di semplicità e di accudimento all’impegno di abitare la gentilezza.

Commoventi i fatti narrati da chi rappresentava Icaro, volontariato vicino ai detenuti del carcere, guardati non più in maniera torva ed escludente, ma con attenzione ai loro drammi e con la fiducia di un rilancio della loro esistenza danneggiata in un surplus di compassione, che rompe il gelo e sgonfia le rabbie.

Che dire della Spin SportInclusion Fvg, sigla dello sport inclusivo, a cui hanno accesso anche persone con disabilità di vario tipo e di età diverse, in un recupero di potenzialità che in altri tempi erano considerate irraggiungibili per chi aveva degli ostacoli fisici, mentre oggi sono fonte di avvicinamento con tutti e tra tutti.

Magnifico anche lo sforzo di Famiglie Nuove FVG del Movimento dei Focolari, i cui volontari si dedicano a progetti di accoglienza di famiglie di migranti, in particolare in questo periodo nella cura di famiglie con bambini spesso feriti o malati, provenienti dalla striscia di Gaza. In questo ambito va ricordato con riconoscenza l’ampia azione dei volontari delle Caritas diocesane, presenti al convegno, che seguono in ogni città tanti soggetti in grave difficoltà, assicurando ospitalità e il necessario ascolto.

Di notevole interesse anche la l’attività del Bosco di mezzo, associazione pensata nel tentativo di riportare nelle persone la gioia e lo stupore della natura e rappresentata al convegno da una band musicale, che ha allietato il pubblico. E queste sono solo alcune tra le testimonianze date anche da altre realtà del territorio.

Le realtà coinvolte in Vicinanze del 28 febbraio 2026 a Udine (da Famiglie Nuove Fvg)

Si è proseguito in un momento di dialogo suddiviso per ambiti: socio-sanitario, accoglienza e immigrazione, formazione e inclusione, famiglia. Le associazioni e i partecipanti hanno potuto confrontarsi, dialogare, condividere esperienze in un arricchimento reciproco e stimolante.

Un pomeriggio quindi di rasserenante ventilazione di quel bene, spesso sommerso e sconosciuto, che opera senza altro scopo che non sia una comunicazione libera e concentrata sull’attenzione e sulla cura, oltre gli stereotipi di una mondanità in grave difficoltà relazionale. Quanta sapienza vi era nelle parole del Mahatma Ghandi, che segnalava a tutti come «il modo migliore per ritrovarsi è quello di perdersi nel servizio degli altri».

Significative le impressioni dei partecipanti: Enrichetto ha parlato di un «pomeriggio stimolante e incoraggiante, che ha dimostrato che c’è ancora tanta solidarietà nella nostra società», per la quale ha ringraziato; Un altro intervenuto, unendosi al ringraziamento, ha riconosciuto che «dobbiamo lavorare in rete per divulgare il tanto positivo che c’è»; mentre Pierpaolo ha ringraziato in particolare «per la speranza diffusa nei cuori dalle tantissime associazioni che hanno condiviso le loro esperienze di vicinanza per alleviare le solitudini».

A fine serata ci si è quindi lasciati con una maggior consapevolezza di come la complementarietà tra le diverse associazioni possa portare a collaborazioni concrete, e con il desiderio di ritrovarsi presto coinvolgendo anche altre realtà.

Silvano Magnelli e Cesare Moro

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