Via libera al Wifi

Dal 1 gennaio, anche in Italia, per collegarsi ad una postazione pubblica Wifi non è più necessario esibire un documento di identità.
Internet

Dal 1 gennaio, anche in Italia, per collegarsi ad una postazione pubblica Wifi non è più necessario esibire un documento di identità. Un cambiamento apparentemente piccolo nelle modalità di fruizione pubblica del web che in realtà apre la strada ad una vera e propria rivoluzione digitale. È l’effetto dell’abrogazione, a fine dicembre – da convertire in legge entro i prossimi due mesi – nell’ambito del decreto Milleproroghe, dei commi 4 e 5 dell’articolo 7 del decreto Pisanu, che sancivano rispettivamente l’obbligo di identificazione degli utenti a mezzo carta di identità e l’obbligo di conservazione dei registri di log, che mantengono una traccia cronologica delle operazioni effettuate in Rete, e che rispondevano in origine ad esigenze di sicurezza, in chiave antiterrorismo.

 

Nell’ambito della stessa disposizione, rispetto a quegli esercizi che offrono al pubblico risorse di connettività, il Consiglio dei ministri ha poi prorogato al 31 dicembre 2011 l’obbligo di richiesta di una licenza per i soli “Internet point”, escludendo bar, ristoranti, alberghi, librerie, etc. Si tratta in sostanza di disposizioni che promuovono la diffusione delle connessioni Internet pubbliche, favorendo indirettamente il superamento del digital divide, ovvero delle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie digitali che ancora vedono in svantaggio alcune regioni del nostro Paese, penalizzate anche dall’assenza di infrastrutture che consentano la diffusione della più veloce connessione a banda larga.

Si tratta inoltre di un passo importante verso l’allineamento della disciplina italiana a quella del resto del mondo, che tuttavia deve accompagnarsi anche ad un cambiamento culturale: fino ad oggi, complici forse le aziende di telefonia, siamo stati abituati a fruire del web e dei servizi digitali come beni a pagamento, limitandone l’uso a determinati contesti. Ora l’accesso pubblico e gratuito può incentivare il ricorso ad Internet, favorendo anche lo sviluppo di servizi e aziende. Un volano per lo sviluppo economico di alcuni territori da non sottovalutare.

 

Novità online

Un sito per la ricerca sulla Sla

Servirà all’aggiornamento e allo scambio di informazioni tra i ricercatori di tutto il mondo per contribuire allo sviluppo della ricerca sulla sclerosi laterale amiotrofica. Si chiama www.alscience.it ed è il sito Internet dedicato alla Sla – una malattia degenerativa di cui si registrano, solo in Italia, mille nuovi casi annui – online dal 27 dicembre: una piattaforma virtuale che consentirà lo scambio di idee, progetti, strumenti di ricerca, ma anche informazioni per tutti, con pubblicazioni scientifiche e una bacheca degli appuntamenti dedicati alla ricerca sulla Sla.

 

Comunicazione

«Un bel tacer non fu mai scritto»

Tra le vie di comunicazione non sarà la più eloquente, di certo è uno spazio prezioso di riflessione e di ascolto, degli altri e di sé stessi. È il silenzio, a cui ad Anghiari, nell’aretino, hanno dedicato un’accademia, con «corsi, momenti di riflessione, incontri sul valore del tacere – spiegano i fondatori – contro la distrazione e l’ascolto superficiale».

 

Radio e tv

Agcom: nuove norme sul web

Saranno obbligate a comunicare l’inizio delle trasmissioni al ministero allo Sviluppo economico, con un costo iniziale di 500 euro per le web tv e 150 per le web radio. Dopo l’avvio seguono norme più severe: alle emittenti via web saranno applicati gli stessi obblighi di quelle tradizionali: tetti pubblicitari, obbligo di rettifica, tutela dei minori. Le nuove norme riguardano solo emittenti che fatturano oltre cento mila euro annui, esclusi i ricavi da pubblicità o vendite e-commerce; sono esclusi i blog che pubblicano file multimediali occasionalmente e i siti giornalistici che fanno capo a gruppi editoriali tradizionali.

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