Per questa XIV edizione, che segna il 50esimo anniversario dalla prima edizione che si è tenuta in Svezia nel 1976, è previsto un numero record sia di partecipanti (oltre 660) sia di medaglie da assegnare (in totale 79 set). Le discipline sportive in cui si stanno sfidando atlete e atleti da tutto il mondo sono 6: sci alpino paralimpico, biathlon paralimpico, sci di fondo paralimpico, para ice hockey, snowboard paralimpico e wheelchair curling. Le gare sono distribuite su 3 cluster: Milano, Cortina d’Ampezzo e Val di Fiemme (Tesero).
Si è tenuta, invece, all’Arena di Verona la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi con le sfilate e le spettacolari coreografie preparate dalle nazioni partecipanti – solo 29 delle 55 hanno sfilato con i propri atleti, altri hanno disertato per la presenza di Russia e Bielorussia – cerimonia durante la quale Malagò ha dichiarato: «Siano un’occasione per cambiare la società».
I sogni dell’Italia
Grandi aspettative in casa Italia per la rassegna casalinga: l’Italia, forte delle ottime prestazioni dei colleghi alle Olimpiadi, cercherà di non essere da meno e superare qualche record. Per farlo avrà in totale 9 giorni di tempo: dal 6 al 15 marzo e ben 79 medaglie d’oro in palio.
Intanto l’avvio è già storico per la delegazione azzurra formata da 42 atleti e 3 guide perché, per la prima volta nella storia paralimpica, l’Italia sarà presente in tutte e 6 le discipline del programma. Primo record, quindi, andato. Per quanto riguarda gli altri che gli azzurri proveranno, almeno, ad eguagliare, 3 sono nel mirino: il record di ori – 2 medaglie su 7 podi complessivi – a Pechino; il record di medaglie complessive, 13 (ma zero d’oro) a Lillehammer nel 1994 e il miglior piazzamento, il nono posto a Torino 2006.
Obiettivi ambiziosi per la delegazione che ritorna a giocare in casa dopo Roma 1960 e Torino 2006 e che ha degli obiettivi precisi da raggiungere, come dichiarato dal presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip) Marco Giunio De Sanctis che a ilfattoquotidiano afferma: «L’obiettivo è fare meglio, possibilmente arrivando almeno a 10 medaglie complessive». Obiettivo, quindi, la doppia cifra per i nostri azzurri che sono subito partiti alla grande.

Chiara Mazzel con la guida Nicola Cotti Cottini vince la medaglia d’oro nel SuperG alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, 9 marzo 2026. ANSA/MEZZELANI/GMT/US CIP
Le prime medaglie
L’obiettivo è ancora lontano, certo, ma l’inizio è non per questo meno roseo con ben 3 medaglie nelle prime due giornate di gare. Vediamo, quindi, insieme, i protagonisti dei primi podi dell’Italia che, al momento, con un oro, un argento e un bronzo, hanno portato il Belpaese in un’ottima ottava posizione nel medagliere generale.
La prima medaglia paralimpica italiana a Milano Cortina 2026 porta la firma di Chiara Mazzel. La sciatrice 29enne non ha perso tempo e ha messo in bacheca il primo podio il 7 marzo durante il primo giorno ufficiale di gare. L’azzurra ha conquistato l’argento nella discesa libera di sci alpino femminile, categoria Visually Impaired (VI). Con lei sul podio, la sua guida Nicola Cotti Cottina, di fondamentale importanza per l’orientamento lungo la pista in questa categoria attraverso delle indicazioni comunicate a voce o via radio.
L’azzurra, già portabandiera dell’Italia alla cerimonia di apertura, è tra le sciatrici paralimpiche più complete del panorama internazionale con ben 5 medaglie ai Mondiali in 4 specialità diverse e una Coppa del Mondo nel supergigante. A Milano-Cortina gareggerà anche nel supergigante, nello slalom gigante, nello slalom e nella combinata alpina. La sua Olimpiade, quindi, è appena iniziata e non ci stupirebbe affatto rivederla sul podio nei prossimi giorni.
A vincere la seconda è stato, invece, Giacomo Bertagnolli, sempre il 7 marzo e sempre nella stessa gara che aveva già regalato all’Italia l’argento di Chiara Mazzel. Giacomo Bertagnolli ha conquistato il bronzo nella discesa libera maschile di sci alpino, categoria Visually Impaired (VI) portando con lui sul podio anche la sua guida Andrea Ravelli, ex atleta della Nazionale.
Milano-Cortina è per Bertagnolli la terza Paralimpiade. Con questo bronzo il nostro veterano sale a 9 medaglie paralimpiche in carriera. A soli 27 anni, ipovedente dalla nascita, Bertagnolli è uno degli sciatori paralimpici più attesi di questo ciclo olimpico.

Emanuel Perathoner ha vinto la medaglia d’oro nello snowboard cross uomini alle Paralimpiadi di Milano Cortina, Cortina d’Ampezzo, 8 marzo 2026. ANSA/SCACCINI GMT/CIP
E la medaglia numero 3, quella del metallo più prezioso arriva, invece, nella giornata di domenica e porta la firma del fantastico Emanuel Perathoner nello snowboard cross uomini e regala il primo oro per i colori azzurri dei Giochi 2026. Sulla pista di Cortina D’Ampezzo ha preceduto l’australiano Ben Tudhope e il coreano Lee Jehyuk. Un oro, quello di Emanuel, che sa di riscatto e voglia di ricominciare. Già olimpionico a Sochi 2014 e PyeongChang 2018 come sciatore normodotato, nel gennaio 2021 un grave infortunio alla gamba sinistra durante gli allenamenti gli costa 4 operazioni e l’applicazione di una protesi al ginocchio. Invece di fermarsi, l’azzurro decide di cambiare categoria e di ricostruire una carriera da zero. Carriera che, fino ad ora, lo ha portato ad avere 3 titoli mondiali paralimpici, 9 vittorie su 10 gare di Coppa del Mondo nell’ultima stagione, campione del mondo in carica sia nel cross che nel banked slalom SB-LL2 e, adesso, anche un oro olimpico arrivato a due ore dalla sua città natale, davanti alla famiglia e alla moglie che sventolava la bandiera italiana con il suo volto stampato.
In appena due giorni siamo, quindi, a quota 3 medaglie con l’obiettivo di arrivare, almeno, a 10. Ma, così come per le Olimpiadi, in realtà ogni medaglia conquistata non è solo un numero perché per un atleta paralimpico – più che per ogni altro atleta – ogni medaglia porta con sé una storia di allenamento, passione, resilienza e rinascita che va ben oltre il risultato sportivo. Perché ogni oro, argento o bronzo che sia non è solo una medaglia, ma è una storia che vale la pena raccontare.
