Vertice G7 di Puglia, un bilancio in chiaroscuro

Misure di sicurezza spartane e ospitalità extra-luxury, obiettivi ambiziosi e impegni per miliardi di dollari, ma anche questioni vitali rimaste insolute e le proteste dei “No G7”: il forum mondiale nel racconto di una lunga maratona giornalistica

I riflettori mediatici accesi per tre giorni sul Vertice G7 di Puglia si sono spenti ed è arrivato così il tempo di fare un bilancio sull’evento e su quanto concretamente conseguito dal “Gruppo dei sette”.

Sicurezza a suon di milioni

Il piano attuato per garantire l’incolumità dei partecipanti al G7 e la sicurezza, seppure in stile lock-down, dei cittadini di Borgo Egnazia sede del Vertice mondiale, è stato impressionante tanto quanto il suo costo finale di circa 26 milioni di euro. Si è trattato di una megaoperazione che ha impegnato oltre 7.000 militari, sofisticati sistemi di difesa ed ha avuto un’ottima riuscita tranne l’iniziale pecca di una nave colabrodo in cui erano stati sistemati i 2.500 agenti di polizia, per fortuna trasferiti su una imbarcazione a norma.

Un’ospitalità “extra-lusso”

Ineccepibile è stato anche il lavoro degli operatori pugliesi che hanno assicurato ai protagonisti del G7 un’ospitalità extra luxury inclusiva di cocktail, cenette tipiche, passeggiate folkloristiche con tanto di souvenir per tutti i leader. Una rimarchevole accoglienza meridionale, un vero riscatto a nome di tutti i “Sud globali”, ma i costi saranno salati visto che solo gli hotel riservati ai leader G7, hanno un costo a persona che sfiora i 2.000 euro al giorno.

Un G7 “miliardario”

Se le spese di sicurezza e organizzazione rientrano nell’ordine dei milioni di euro, le somme che invece il G7 intende destinare all’attuazione degli obiettivi sanciti nel documento finale, schizzano a cifre miliardarie. Ammonta a 50 miliardi di dollari il prestito che verrà concesso all’Ucraina, mentre 70 sono i miliardi per contrastare la povertà globale e 20 quelli per promuovere la parità di genere e l’emancipazione delle donne.

La “sicurezza” alimentare sarà finanziata con ulteriori 14 miliardi, mentre gli investimenti sostenibili, inclusivi e resilienti in Africa avranno circa 700 miliardi, laddove energia e ambiente se ne aggiudicano ben 350. Calcolatrice alla mano, il G7 ha preso impegni economici diretti e indiretti per oltre 1.200 miliardi di dollari.

G7: concretezza o solo promesse?

Stando alle parole della premier Meloni, intenzionata a «dare una dimensione di concretezza a quanto stabilito dal G7», le somme promesse dovrebbero essere stanziate tutte. La storia in realtà ci ha insegnato che più di qualche Stato, dopo le “promesse” fatte e firmate durante i Vertici G7 e G20, una volta tornato a fare i conti con l’economia domestica, ha dovuto poi ritardare se non ritrattare gli impegni finanziari presi. La risposta dunque ce la darà solo il tempo, ma noi vogliamo credere nella buona volontà dei leader del G7.

G7: Supereroi o “Staterelli” sovrani?

Il G7 oltre ai miliardi, si prefiggeva anche l’obiettivo di corroborare e tutelare i diritti inviolabili della persona umana. La presidente Meloni ha confermato anche  in tale ambito che il G7 «ha stupito e ha tracciato la rotta in termini di concretezza». E questo è apprezzabile, anche se poi nel discutere con la stampa ad esempio dei dettagli di come gli Stati del G7 si coordineranno in concreto per ospitare i migranti con dignità e sicurezza, evitando altri naufragi nel Mediterraneo, è venuto fuori che in realtà le decisioni finali in tali ambiti spettano comunque alla sovranità di ciascuno Stato nelle cui politiche alla fine gli altri non possono interferire.

È sembrato allora che i protagonisti del G7 da Supereroi che salvano il pianeta, ritornino a essere degli “Staterelli” sovrani che devono occuparsi solo di casa loro. Ma noi continuiamo ad essere fiduciosi nelle promesse fatte dal G7 e dobbiamo esserlo perché questa volta non ci sono in ballo i dollari, ma le vite umane!

G7, No grazie!

Loro sono i “NO G7”, li abbiamo incontrati e Bobo Aprile, uno dei protagonisti del movimento ci ha detto: «I leader del G7 sono ospiti non graditi e così in contemporanea alla conferenza stampa di chiusura del Vertice tenuta dalla presidente Meloni, abbiamo promosso una marcia di protesta a Fasano, contestando le guerre, il supporto alla Nato, la finta lotta ai cambiamenti climatici, l’utilizzo di combustibili fossili, la lotta ai poveri alzando muri e una dannosa alimentazione a base di Ogm».

Controlli di sicurezza al Media centre di Bari – Foto di Michele Zasa

La maratona dei giornalisti

E adesso è arrivato il momento di parlare un po’ anche di noi e posso confermare, avendovi anch’io preso parte, che quella degli oltre 1500 giornalisti provenienti da tutto il mondo per raccontare il G7 è stata una vera e propria maratona. Questo non solo per le interminabili cronache, collegamenti, dirette, dibattiti h24, ma anche perché per raggiungere il Media centre nella Fiera del Levante a Bari, occorreva fare più volte al giorno delle camminate così lunghe dai parcheggi e da un posto di sicurezza all’altro che il mio conta passi alla fine segnava oltre 40 chilometri, una vera maratona! Ma alla fine ne è valsa la pena e anche una ritrovata forma fisica!

Un G7 fuori taccuino

Volendo raccontare anche qualcosa di curioso e sicuramente di più leggero e non ufficiale, ha incuriosito l’eliminazione, come misura di sicurezza, di tutte le chiavi dalle porte delle aree comuni della masseria di Borgo Egnazia.

«Ho sentito qualcuno che voleva entrare con premura nella toilette e spingeva la porta – mi ha raccontato un giovane dello staff – poteva essere solo un collega e così per due volte gli ho detto quasi sgarbatamente che era occupato. Quando ho aperto però mi sono trovato di fronte il primo ministro britannico Sunak che aveva infranto il protocollo a causa di urgenze fisiologiche. Non dimenticherò mai – ha concluso il ragazzo – la cordialità e semplicità con la quale egli mi ha sorriso! Ora vedo in queste personalità apparentemente inarrivabili, il lato umano, sono persone come tutti noi e dunque mi aspetto ancora di più da loro».

Un Vertice in chiaroscuro

Dovendo descrivere i contenuti politici, gli intenti espressi e l’esito del G7, la presidente Meloni ha scelto l’aggettivo “chiaro” e ha detto: «Il messaggio europeo è arrivato ed è arrivato chiaro». La sera precedente la chiusura del Vertice c’era stato il concerto di Andrea Bocelli la cui musica ha rischiarato la notte e gli animi del G7, seppur essa viva nell’oscurità dei suoi occhi.

E sempre a proposito di musica, una volta il cardinale Desmond Tutu ha detto: «Il mondo è come la tastiera di un pianoforte: si possono suonare solo i tasti neri (scuri) ed avere una melodia, così pure si possono suonare solo i tasti bianchi (chiari). Ma solo suonando tutta la tastiera con i tasti bianchi e neri si può produrre la vera musica».

Ebbene, dare rilievo e voce anche a ciò che nel G7 non è andato bene, a ciò che è rimasto inespresso e dunque “scuro”, sarebbe forse importante, tanto quanto esaltare ciò che di “chiaro” vi è stato. Sono infatti i chiaroscuri che se compresi e armonizzati possono aiutare a fare tesoro degli errori commessi e servono a crescere, progredire e a ottenere risultati condivisi e inaspettati, questi sì in grado di stupire e indicare la giusta rotta.

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