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Cultura > Mostra del cinema

Venezia 78, un ricco programma. Sale l’attesa per “Dune”

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

A Venezia si tenta la rivincita. Cinque film italiani in concorso, grandi registi, blockbuster come Dune, 113 lavori in tutto.

Scena da “Dune” di Denis Villeneuve

È la mostra della rinascita? Dopo l’edizione coraggiosa ma forzatamente scarna del 2020, dal primo all’11 settembre il Lido vede sfilare 21 film in concorso, con grandi nomi: Almodòvar che apre con Madres paralelas e poi fra gli altri stranieri l’australiana Jane Campion con The Power of the Dog, il messicano Michel Franco con Sundown, l’americana Maggie Gyllenhaal alla sua prima regia (The Lost Daughter) e Paul Schrader con The Card Counter. E poi il kolossal Dune, di Denis Villeneuve.

L’Italia parte forte con Sorrentino che racconta la sua vita napoletana in La mano di Dio, Michelangelo Frammartino e la Calabria ne Il buco, Mario Martone rivisita Scarpetta in Qui rido io, Gabriele Mainetti ci prova con Freaks Out e i D’Innocenzo col thriller America Latina. Senza contare Tornatore che omaggia Morricone e poi altri omaggi ad Ezio Bosso, De André e al novantenne Citto Maselli, oltre a Benigni premiato con il Leone d’oro alla carriera insieme all’attrice americana Jamie Lee Curtis (quella di Halloween). Ma il cinema nostrano sarà ben presente nelle diverse sezioni della Mostra, piccole e grandi, da sempre in concorrenza come i Fuori Concorso, Orizzonti e Giornate degli autori: Stefano Mordini (La scuola cattolica, Fuori concorso), Wilma Labate (La ragazza ha volato, Orizzonti concorso extra), Alessandro Capitani (I nostri fantasmi in Notti Veneziane). E non sono tutti nella rassegna veneziana che comprende serie televisive, corti e ovviamente grandi produzioni.

Il più atteso è forse il kolossal fantascientifico Dune di Denis Villeneuve, il progetto più personale del regista, e poi ovviamente si torna alla moda di rivisitare il Medioevo secondo Ridley Scott con The Last Duel o l’attualità con la storia della principessa Diana in Spencer di Pablo Larraìn.

Ci sarà un fil rouge tra così tanti eventi, mostre, sfilate e soprattutto film? Difficile per ora individuarne uno nella società filmica “pandemica”. Forse nello sfondo aleggia in tutti, star, divi e divette, appassionati pubblico critici e manager, una gran voglia di ricominciare. Speriamo in meglio.

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