Vedere Dio, vedere l’uomo

L’occhio che guarda con amore è una lucerna provvista di fiamma.
Ragazzi
Per vedere Dio occorre il cuore puro: l’anima pulita: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8). Il vizio è ombra che oscura la vista. Il cuore si purifica con la carità, fuoco divorante che stermina ogni scoria. Se tu dai amore, trovi amore, in questo senso: che, amando gli uomini, tu ami Dio in loro; donando amore, aiuti a far nascere l’amore in loro: assolvi così la funzione di Maria, di cui, nel fuoco della carità, copi la purezza. Quando hai messo questo lume – il lume che è Dio – nel loro spirito, tu gli uomini li scopri: ovvero essi ti si manifestano, e ciò perché tu pure li ami. È l’amore che ama l’amore: e si ha lo stesso processo per cui si manifesta Gesù a chi lo ama. Fuori dell’amore divino, uno vede nelle anime quel che vuol vederci; proietta in esse le proprie ombre; quando non si limita a vedere il rivestimento esteriore, di casta e d’accademia, di lavoro e di razza… «Lume del tuo corpo è l’occhio. Se il tuo occhio è puro, tutto il tuo corpo sarà illuminato. Ma se il tuo occhio è viziato, tutto il corpo sarà ottenebrato. Se dunque la luce che è in te diventa buio, quanto grandi saranno le tenebre!» (Mt 6, 22-23).

 

L’occhio che guarda con amore è una lucerna provvista di fiamma; vede di là dal normale, per una introspezione che trae su dalle ombre una ricchezza di meraviglie insospettate. Scruta, dietro le parvenze, i segni di Dio. Di là dai connotati fisici, le qualifiche professionali, i titoli, i distintivi, l’occhio innamorato scopre tesori che denunciano la fantasia dell’Artefice. Anche l’anima più triste rivela profondità e tradisce bellezze che non si immaginavano; ognuna risulta un capolavoro originale, curato in modo particolare dall’Artista divino. L’uomo rivela Dio. Il fratello manifesta il Padre. E dunque come Dio si manifesta a chi lo ama, così l’uomo. Amare così è intelligenza, per capire. Il maestro capisce l’alunno, il medico il malato, il servo il padrone, il viaggiatore il suo vicino, se lo ama: chi ama comprende, e cioè prende in sé e include nella propria vita la persona amata, e così si arricchisce e arricchisce divinamente.

 

L’amore pertanto è luce che illumina dove l’occhio senza amore vede tenebre. Illumina e mette in luce le anime. Tanti fratelli uno ama e tante luci accende, facendosi, così, annunziazione di Cristo. Il tragitto dell’esistenza per tal maniera si illumina al viandante che dall’Eterno torna all’Eterno per il pericoloso tragitto terrestre. Ogni cuore che a lui si aggiunge è una lampada che si accende; e cessa la notte e finisce la paura: tutt’intorno arde una raggiera in cui si riversa il sole di Dio. A loro volta quei lumi diffondono su chi li accende festa e forza. Più fratelli si amano più divinità si sveglia: più Dio si manifesta.

 

(Da La divina avventura, Città Nuova, 1993)

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