Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Persona e famiglia > Famiglia

Valutateci tra un anno

di Maddalena Maltese

- Fonte: Città Nuova

Salvatore Martinez, presidente nazionale del Rinnovamento nello spirito replica alle polemiche sui fondi concessi all’Agenzia per il reinserimento di detenuti ed ex detenuti, da lui promossa e presentata  con il ministro Alfano.

Salvatore Martinez

In fondo se l’aspettava, Salvatore Martinez presidente del Rinnovamento nello spirito e della fondazione "Mons. F. Di Vincenzo", che ieri al ministero di Grazia e giustizia ha presentato AnRes, la prima Agenzia Nazionale Reinserimento e Lavoro per detenuti ed ex detenuti. Le polemiche attorno ai circa 5 milioni di euro ricevuti per lo sviluppo del progetto «sarebbe sorte inevitabilmente», ha precisato il presidente di uno dei più numerosi movimenti cattolici italiani. In un periodo di crisi e di tagli un così importante finanziamento pubblico sostenuto sia dal Guardasigilli Alfano che da Francesco Ionta, capo del dipartimento di amministrazione penitenziaria,  interroga e richiede chiarimenti. Abbiamo domandato allo stesso Martinez di illustrarci i punti controversi della vicenda.

 

Dott. Martinez, perché il ministro Alfano ha scelto voi e non altre associazioni che già da anni operano all’interno delle carceri?

«Preciso che il progetto non è solo della fondazione ,ma mette in rete varie associazioni che hanno maturato esperienze forti nel campo della detenzione carceraria. La vera novità dell’Agenzia è che nasce da un gruppo che si è messo assieme per un progetto concreto. E questo viene letto come un cartello cattolico che voglia in qualche modo diventare lobby, ma in realtà siamo aperti al contributo e alla collaborazione con tutti. Abbiamo forse scomodato equilibri e interrogato ideologie escludenti anche nel settore sociale».

 

Fare rete nel volontariato è letta come sfida?

«Non c’è nessuna sfida. Questo sistema reticolare ha evidentemente convinto la cassa delle ammende più di altri progetti presentati da singoli in Parlamento. E poi sono state raccolte voci critiche di chi lavora in carcere da tempo e ha maturato una grande esperienza nel settore. Noi li rispettiamo e non vogliamo scavalcare nessuno ma vogliamo occuparci non solo di chi è detenuto ma anche degli ex. Loro sono cittadini liberi, ma senza tutela sociale e sulla loro condizione i progetti sono veramente pochi».

 

Qualcuno sostiene che sia lei che il ministro Alfano siete siciliani e questo ha in qualche modo influito sul finanziamento…

«Siamo entrambi siciliani, è vero, ma io sono di Enna e il ministro è di Agrigento. Il nostro progetto è stato presentato quando Guardasigilli era Castelli e quindi un ministro non siciliano. Da questo finanziamento il Rinnovamento nello spirito non guadagnerà alcunché, anzi contribuirà con proprie risorse a che l’Agenzia funzioni meglio. Il progetto nato a Caltagirone non è costato nulla allo Stato e continuerà a non costare. Il 60% dei fondi resterà all’interno dell’Agenzia e il resto servirà per la formazione e protocolli con le agenzie esterne».

 

Voi però siete molto piccoli in questo settore?

«Sì e no. Anrel nasce comunque da un’esperienza pilota che c’è e funziona. Basta venire a Caltagirone. Nel nostro progetto parliamo di sviluppo e quindi bisogna crescere e per questo il partenariato con altri movimenti e associazioni è importante, anche con quelle straniere. Noi con responsabilità e coraggio vorremmo costringere lo Stato a fare quello che deve fare verso questi soggetti deboli e questo senza creare sospetti. Ai giornalisti e non solo direi: valutateci tra un anno e dateci modo di lavorare; poi parliamo sui risultati concreti».

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876