Vacanze anticrisi

Proposte  per non rinunciare alle ferie nonostante le difficoltà economiche.

La visita pediatrica si conclude con una raccomandazione: «Signora – dice la dottoressa –, se ci tiene alla salute di suo figlio, lo porti al mare il più spesso possibile». Fosse facile! Non bisogna fare troppi calcoli per sapere che al massimo faremo una settimana di vacanza e qualche “puntatina” al mare la domenica.

 

Come sottolinea l’Adoc, Associazione per la difesa dei consumatori, vista la perdita di tanti posti di lavoro e il costo della vita in crescita, tantissimi italiani non potranno concedersi il meritato riposo. Tra alloggi, servizi e trasporti, i rincari di una settimana di vacanza per una famiglia “normale” ammontano a circa 200 euro: una batosta per le ferie, che rischiano di diventare sempre più brevi.

 

E allora che fare? Per le vacanze in città – se proprio bisogna rimanerci –, ci sono i consigli gratuiti degli “angeli per i viaggiatori” (www.angelsfortravellers.com). Poi, ci sono soluzioni a basso costo: case di accoglienza, hotel che praticano sconti interessanti se si prenota in anticipo o che non fanno pagare i bambini. Bisogna cercare con attenzione e valutare soluzioni alternative.

 

Il baratto

 

Se si guarda la brochure, si rimane incantati. Spiagge da sogno, un panorama mozzafiato e un mare che si fregia delle cinque vele di Legambiente. Siamo a Bosa, in Sardegna, dove sono nate esperienze di “ospitalità anticrisi”. La prima è stata il VillaVillaColle B&B&B, un bed and breakfast (pernottamento e colazione) che rispetto agli altri ha anche la B di baratto. I proprietari hanno scelto altre avventure, ma la loro esperienza di promozione di un’economia del dono non è morta. Anzi. Vivo e vegeto, c’è infatti il Blu B&B Bosa dei loro amici Elena e Sebastiano (http://blubosa.blogspot.com). «Tutto l’anno riserviamo una stanza agli ospiti che barattano. Proponiamo un turismo che punta sullo sviluppo solidale ed ecosostenibile e intendiamo promuovere esperienze simili in tutta Italia. Certo, con questa mentalità non ci si arricchisce, ma – assicura Sebastiano – è un’esperienza eccezionale».

 

Buone vacanze anche dal governo?

 

Chi ha un basso reddito e sa smanettare al computer, può tentare di ottenere (salvo esaurimento fondi) i buoni vacanze (www.buonivacanze.it): contributi del governo per singoli o famiglie delle fasce deboli. Le prenotazioni vanno eseguite via Internet: si inseriscono i dati e si spera di ricevere i fondi. Non manca qualche neo. I buoni non si possono utilizzare in alta stagione (eccezione fatta quest’anno per Lampedusa), vanno utilizzati da italiani e solo per la penisola. Il contributo è limitato e presuppone il pagamento anticipato della quota spettante al richiedente. E se chi è interessato ai fondi non è un esperto di computer, dovrà armarsi di tanta pazienza. È prevista un’assistenza diretta, ma dopo aver cercato di avere informazioni da due Caf, un’associazione per anziani e una dei consumatori scelti tra quelli indicati sul sito, dopo una decina di telefonate non avevamo ancora avuto alcuna indicazione utile.

 

Scambiamo casa

 

In Italia non ha ancora preso piede, forse per l’attaccamento degli italiani alle proprie abitazioni e per la diffidenza nei confronti degli estranei, ma lo scambio delle case per le vacanze è un’abitudine che, in particolare nel Nord Europa, è consolidata. Ci sono siti dedicati (come www.scambiocasa.com) che offrono garanzie e accompagnano gli utenti nelle procedure; ma ci sono anche gli scambi tra amici, che forse possono essere una forma più sicura per trascorrere una vacanza a basso costo e rafforzare un rapporto.

 

Occasioni da cogliere al volo

 

Le offerte dell’“ultimo minuto” (interessante il sito www.poinx.it) o dell’“ultimo secondo” sono note. Bisogna distinguere tra affari e “bidoni”, ma le occasioni si trovano. Ovviamente si sceglie una vacanza progettata da altri, ma si usufruisce di uno sconto tutt’altro che irrilevante.

 

LA PAROLA AI LETTORI

Come conciliate l’esigenza di un meritato riposo con una soluzione a basso costo?

Scrivete a segr.rivista@cittanuova.it o all’indirizzo postale.

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