Vacanza in città

Non tutti possono partire. Come godersi le ferie rimanendo a casa.
Finalmente soli. Gli amanti della pace urbana non aspettavano altro che il mese di agosto per godersi un po’ di tranquillità. Tutti al mare o ai monti, strade semideserte, niente schiamazzi. Che i negozi fossero chiusi, certo, poteva costituire una difficoltà, ma vuoi mettere piazza Duomo tutta a disposizione per i pochi milanesi rimasti in città o piazza Navona completamente libera per i romani doc?

 

Complice la crisi economica, continua a diminuire il numero delle persone che partono per una vacanza; e quelle che riescono ad allontanarsi da casa stanno via comunque per pochi giorni. A questo punto subentra la frustrazione di dover subire la città anche nel periodo estivo, sotto il caldo torrido o le piogge torrenziali di quest’estate bizzarra. Niente paura, però, vietato abbattersi. Perché al relax non ci sono impedimenti.

 

Non sarà sfuggita ai nostri lettori una notizia singolare di cui i telegiornali ci hanno informato un po’ di tempo fa. Siamo a New York, città frenetica per antonomasia, attraversata da donne e uomini in carriera, la città della finanza, dello shopping, della gente che corre sempre. Bene, anche in quella metropoli è successo che la gente ha scoperto il bisogno di fermarsi. Times square, una tra le più famose piazze del mondo, è da poco diventata un’isola pedonale con tanto di (orride) sedie di plastica all’insegna della vivibilità. L’idea è così piaciuta che qualcuno vi ha portato una sdraio per prendere il sole, con tanto di bermuda e infradito. Non è il massimo del decoro, tant’è che altri newyorkesi hanno protestato; però la vicenda la dice lunga sulle possibilità di costruirsi oasi di relax ovunque.

Se questo è possibile nel cuore di Manhattan, figurarsi altrove. È oramai diversi anni che lungo le sponde del Tevere, del Naviglio, del Po, dell’Arno si creano situazioni vacanziere con tanto di ombrelloni, esposizioni, mercatini curiosi, cinema all’aperto, musica dal vivo e chi più ne ha più ne metta.

 

E quale migliore periodo che l’estate per scoprire i tesori dietro l’angolo? Che si viva in grandi città d’arte, come in piccoli centri urbani, se non è proprio sotto casa sarà a pochi chilometri di distanza che si trova qualcosa di interessante da visitare: ora una meraviglia naturale ora una gemma del nostro patrimonio artistico.

Lo sapevate che nel nostro Belpaese esiste un museo ogni due comuni? Certo, in questi numeri c’è di tutto: sono infatti 1.800 le aree archeologiche e circa 3.800 i musei di un certo interesse, per un bacino di visitatori di quasi 34 milioni l’anno.

I più frequentati, manco a dirlo sono i Musei vaticani, gli scavi di Pompei e gli Uffizi; ma, senza arrivare a così tanta bellezza, il nostro Paese è disseminato di piccoli musei delle più varie tipologie. In media ce n’è uno ogni 15 mila italiani e ogni 70 chilometri quadrati. C’è il museo dei pizzi e del ferro, delle zampogne e del formaggio, del chiodo, dei rubinetti, dei martelli. Insieme sono in grado di fare concorrenza ai “fratelli maggiori” dal momento che attirano anche 62 milioni di visitatori in un anno.

Ma al di là di chi li va a visitare, questi musei, pur piccoli, rivestono una grande importanza per chi li tiene in vita. Attorno ad essi, infatti, si conserva la storia di piccole comunità che altrimenti nessuno più racconterebbe. Anche questo è relax.

 

E se qualcuno non potesse nemmeno muoversi da casa, niente paura. Grazie al progetto “Archeologia on line”, messo a punto già da qualche anno dal Ministero per i beni e le attività culturali, si stanno sviluppando sempre più i siti web di quei musei medio-piccoli che permettono una più ampia conoscenza del loro patrimonio culturale. Via web si può accedere alla parte di patrimonio già catalogato e digitalizzato e fare visite archeologiche virtuali.

E non è finita qui. Grazie all’ArcheoAtlante 3D, ci si può muovere all’interno del paesaggio come in uno spazio tridimensionale in cui l’utente può selezionare e seguire dei percorsi di visita, chiedere informazioni sui diversi reperti archeologici che incontra, scegliere un’epoca storica e visualizzare ricostruzioni di quel periodo.

Infine, c’è anche un’Archeoguida, un palmare collegato a un server mediante una rete senza fili, che consente di passeggiare all’interno di un sito archeologico con l’accompagnamento di spiegazioni, suoni e immagini. E non manca una guida alla portata dei bambini. Per saperne di più chiedere alle proprie soprintendenze.

 

Se poi vogliamo girare il mondo pur rimanendo a casa nostra, il Los Angeles Times, il noto quotidiano statunitense, ha selezionato sul proprio sito (www.latimes.com) una ventina delle località più bizzarre in giro per il mondo. Si va dall’Onda, come è chiamata in Arizona una roccia pietrificata proprio a forma di onda, dove sono ammessi non più di venti visitatori al giorno, alla Voragine blu dei Caraibi, uno dei dieci siti di immersione più interessanti del pianeta. Se invece volete conoscere l’isola dove vivono specie animali e vegetali che non si trovano da nessun’altra parte, cliccate sulla foto dell’Isola di Socotra, nell’Oceano indiano. Alle Maldive si può visitare il ristorante che si trova a cinque metri sotto il livello del mare dove possono cenare solo dodici persone per volta, mentre la piscina più grande del mondo, 1.013 metri di lunghezza su una superficie di otto ettari, si trova a poco più di novanta chilometri da Santiago del Cile.

Ce n’è per tutti i gusti! Ma la cosa importante è che ognuno trovi il suo modo di riposare. E se, per i più diversi motivi, non potrà farlo quest’estate, tenga duro, sfruttando bene quegli attimi che, giorno dopo giorno, permettono di superare anche i periodi più difficili.

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