Unità del sapere cercasi

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Quando esce un libro di Pavel A. Florenskij è sempre festa. Naturalmente per chi ha libertà e curiosità intellettuale, piacere della scoperta e varietà di interessi. Festa doppia se ne escono due, per di più di argomento scientifico-filosofico. Bollati Boringhieri manda in libreria Il simbolo e la forma, testimonianza dello sforzo del pensatore russo di riscoprire e mettere in evidenza quel palpitare di nessi che danno forma all’unità della persona e della conoscenza. Il lettore sarà sfidato a interrogarsi sul perché la fisica è al servizio della matematica e come quest’ultima può aiutare la teologia morale a capire i vari tipi di crescita spirituale di una persona. Dagli immaginari in geometria ai numeri pitagorici, dalla simbolica delle visioni fino ai simboli dell’infinito, lo scienziato-teologo russo, morto nel gulag, si conferma come una delle menti più profonde (e in gran parte ancora inesplorate) con cui deve fare i conti la cultura del nostro tempo. Franco Angeli, invece, ci propone La tecnica e il corpo, riflessione a più voci su uno scritto di Florenskij relativo alla tecnica come proiezione degli organi umani. In tempi in cui si discute se ammettere alle Olimpiadi atleti con protesi artificiali alle gambe, può essere utile confrontarsi con un punto di vista non convenzionale. Sempre nel campo della cultura scientifica, Aracne propone un piccolo testo dove Enzo Nesi, professore di matematica, ci insegna Come cambiare il mondo in sessanta ore. Tante sono le ore di lezione a disposizione di un professore universitario che ama la propria materia e i propri ragazzi. Un libro onesto e trasparente, forse anche un po’ autocelebrativo, ma deciso nel testimoniare che insegnare la passione per il sapere è prima di tutto una vocazione personale. Per approfondire i rapporti tra teologia, filosofia e scienze, pre- ziosi sono due quaderni Sefir (editi da Lateran University Press): L’uomo e il cosmo tra Rivelazione e scienza, a cura di Gennaro Cicchese e Sergio Rondinara, e La questione ontologica tra scienza e fede a cura di Piero Coda. I volumi, arricchiti dai contributi di studiosi prestigiosi in vari campi della conoscenza, sono frutto degli incontri periodici che si svolgono a Roma, presso l’Università Lateranense, nell’ambito dell’area di ricerca interdisciplinare su Scienza e Fede nell’interpretazione del reale. Infine, un classico del pensiero moderno, molto attuale in tempi in cui un papa è contestato all’università: John Henry Newman in L’idea di università (edizioni Studium) ci ricorda che un ateneo è il luogo per l’insegnamento del sapere universale. E quindi, essendo tutte le scienze connesse, e avendo relazioni reciproche, è impossibile insegnarle a fondo se non le si prendono tutte in considerazione, compresa la teologia (…) che ha una importante influenza su tutte le altre, completandole e correggendole (…). Supponendo che non venga insegnata, il suo campo non rimarrà semplicemente trascurato, ma usurpato dalle altre scienze.

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