Unione con Dio

Amare il prossimo è la via più celere.
Giovani
Il segreto per mantenere l’unione con Dio sempre, anche se magari non la si sente, è di scegliere Dio con tutto il cuore, offrire a lui tutta la giornata, e poi in tutti i contatti che abbiamo durante la giornata vedere Gesù nel prossimo.

 

C’è una meditazione di Chiara che dice (ripeto a senso il concetto) che così come Gesù è presente non solo nel pane eucaristico ma anche in ogni pezzetto di ostia consacrata, e comunicandoci con uno solo di quei pezzetti comunichiamo con Dio, così anche comunicando con una sola persona, amandola in modo evangelico, noi comunichiamo con l’intero Corpo mistico.

 

Durante la giornata, quindi, abbiamo la possibilità di fare permanentemente questa comunione con il Corpo di Cristo, che in qualche modo è tutta l’umanità, amando il singolo fratello/sorella.

Tante volte siamo così presi dai contatti che quasi ci dimentichiamo di pensare a Dio, né abbiamo presente in quel momento in modo cosciente che quel prossimo è Gesù. Ma, amandolo, è Gesù che amiamo.

Ho fatto l’esperienza, e la farete anche voi, che alla sera quando ci si raccoglie per pregare si sente che la nostra unione con Dio è cresciuta. Magari sembra che ci siamo un po’ impolverati, però Dio è così cresciuto in noi che scaccia tutta la polvere che possiamo aver accumulato. Amare il prossimo durante tutta la giornata è la via più celere per trovare l’unità con Dio quando ci raccogliamo nella preghiera.

 

Tante volte le persone si domandano come fare, in mezzo a tutte le attività e problemi che si devono affrontare nella giornata, per vivere sempre in Dio. Ebbene, occorre incarnare la Parola in tutti gli aspetti concreti della vita, vivere la spiritualità di comunione con le sue esigenze, pregare (…). Allora sperimentiamo, come dice Chiara, che viviamo nella “nuvoletta”, cioè che siamo pienamente nel mondo senza essere del mondo. Niente ci scalfisce o ci distrae, niente ci fa ripiegare su noi stessi o cadere nell’egoismo, anzi ogni cosa che facciamo può aiutarci ad essere maggiormente in Dio.

 

(Da Colloqui. Domande e risposte sulla spiritualità dell’unità, Città Nuova Ed.)

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