Ungheria pro o contro

A proposito dell’articolo “Conoscerci e capirci meglio” di Pál Tóth apparso sul n. 4/2012.
Parlamento di Budapest

Valori cristiani
«Mi permetto di manifestare il mio stupore per due punti che faccio rilevare brevemente: 1. Si dice: “Orbàn nel 2010 ha stravinto”; e più avanti: “La Costituzione dovrebbe essere la norma suprema e non la volontà dei due terzi della maggioranza”. Se il popolo ha votato senza imbrogli, non vedo che cos'altro si richieda per essere un'autorità legittima e democratica e non capisco come si possa approvare una Costituzione col pieno dei voti.
«2. Ciò che mi stupisce di più e mi lascia perplesso è la costatazione che nell'articolo non si fa parola del fatto che nella Costituzione ungherese si ribadisce il valore della vita umana dal suo sorgere. Bisogna combattere la buona battaglia, non tacere».

don Emilio Colombo

 
Princìpi non negoziabili
«Ho letto con interesse l’articolo. Seguendo per puro piacere storico personale le vicende di questo Paese, ho trovato singolare che non si facesse riferimento alle norme della nuova Costituzione, oggetto di critiche da parte della Commissione europea, se non un generico riferimento alla libertà di stampa.
«Alcuni riferimenti ai cosiddetti “princìpi non negoziabili”, sostenuti sempre apertamente dal papa, e inseriti salvo errore appunto nella nuova Costituzione ungherese, credo sarebbero stati oltremodo opportuni, da un periodico cattolico come Città Nuova. Anche solo per avere una visione completa delle problematiche in questione, in questo periodo caratterizzato dallo strapotere della burocrazia comunitaria».

Beppe Capretti

 
Ungheresi nazionalisti
«L’articolo del corrispondente dall’Ungheria mostri bene il conflitto all’interno del Paese. Mi sarei aspettato però una critica più forte all’attuale governo per certe posizioni economiche e mediatiche apertamente in conflitto coi criteri condivisi da tutta l’Unione europea. Il nazionalismo ungherese potrebbe avere derive totalitarie».

Paolo Birindelli

 
L’articolo in questione è stato redatto dal nostro corrispondente a Budapest dopo una lunga consultazione con altri osservatori del posto, e mi sembra così che abbia saputo esprimere le diverse sensibilità presenti nel Paese.
Forse si sarebbe potuto parlar di più di “alcuni” valori non negoziabili (che per la dottrina cattolica, lo ricordo, non sono solo aborto ed eutanasia) che pongono problema all’Ue, che certamente ha preconcetti gravi nel non riconoscere tutto quanto viene dal mondo cattolico… Ma la questione che più ci stava a cuore nel redigere il Primo piano era di evidenziare come i grandi cambiamenti di Costituzione, non quelli secondari, hanno bisogno di un largo consenso da parte delle principali sensibilità presenti in un Paese, e non di approvazioni “a colpi di maggioranza”. Pena l’avvio di una spirale di cambi e contro ricambi delle norme, se possibile, o di un boicottaggio di fatto da parte di chi non è d’accordo con i cambiamenti.

Michele Zanzucchi

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