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Italia > Economia di Comunione

Un’altra economia è possibile?

di Lucia Salari

- Fonte: Città Nuova

Da Cantù, nelle Langhe, una serie di testimonianze di come l’Economia di Comunione ha potuto incidere nel quotidiano di tanti imprenditori e lavoratori

Economia di Comunione

L’Economia di Comunione arriva in un piccolo comune delle Langhe grazie al coraggio e alla tenacia di una giovane ragazza. Laura vive a Carrù, in provincia di Cuneo, e lavora ormai da diversi anni come operatrice sanitaria in una casa di riposo. Dopo alcuni anni di lavoro come impiegata, Laura attraversa un momento di crisi perché sente che con quel lavoro le sembra di non dare niente agli altri: e così decide di licenziarsi e di iscriversi ad un corso OSS, proprio per poter fare un lavoro che sia un vero servizio al prossimo. Da quel momento fa questo lavoro con grande passione e dedizione, e presto le viene chiesto dalla cooperativa di cui è dipendente di fare da referente per i colleghi. Questa esperienza la fa scontrare con tante realtà difficili, in cui essere fedeli agli ideali di lealtà, fiducia, gratuità e amore verso il prossimo è difficile. Mentre si trova di fronte a queste sfide trova un sostegno inaspettato in alcuni imprenditori soci di Aipec, l’Associazione Italiana per un Economia di Comunione, che viene a conoscere grazie ad alcuni amici. Laura rimane colpita davanti alla scoperta che vivere in modo diverso il lavoro e l’economia è possibile.

Laura sente allora il desiderio di far conoscere anche ai suoi colleghi questa realtà, e con il supporto di tanti si lancia ad organizzare una serata di presentazione nel suo comune. E così eccoci a Carrù. Una serata molto partecipata in cui, in un’atmosfera di famiglia, si sono susseguite non teorie, ma varie esperienze di come fare un’economia diversa, che mette al centro la persona. Tra queste Enrica Bruneri, membro del direttivo Aipec, che ha raccontato la difficile transizione della sua azienda nel tempo della crisi; e Simona Rizzi, presidente del consorzio Tassano Servizi Territoriali, che tanti anni fa da giovane precaria con un gruppo di giovani colleghi ha incontro in un’azienda Edc della Liguria una famiglia che ha messo loro a disposizione spazi ed esperienza per formarsi come cooperativa. La cooperativa Tassano è stata per loro un incubatore d’impresa ante litteram che ha dato vita al Sentiero di Arianna, impresa tutta al femminile, che ora è una delle 33 cooperative del Consorzio.

Ci sono poi Marco Trabaldo della cooperativa Villa Sole e del Gruppo Arco di Torino, che 25 anni fa con alcuni amici ha chiesto uno stabile vuoto a una congregazione religiosa e fondato una cooperativa che si occupava inizialmente di tossicodipendenze, e ora gestisce numerose strutture e servizi a favore di minori, extracomunitari, persone con disabilità o con ritardi di apprendimento; Attilio Iovinello del Comizio agrario di Mondovì, ente morale che da fine ottocento fino ad oggi cerca di coniugare agricoltura e cultura sociale; e infine Emanuele Bressi giovane imprenditore agricolo che con orgoglio ed entusiasmo ha raccontato i suoi 365 giorni di esperienza in questo settore, dopo aver rilevato un anno fa l’azienda di famiglia.

Una serata di condivisione di esperienze che ha portato tanta gente comune, che ogni giorno si trova ad affrontare le sfide di un mondo del lavoro a volte cinico e impietoso, a ritrovare la speranza che è possibile un modo diverso di fare economia e lavorare; mettendo al centro la persona e non il profitto, e rimanendo fedeli ai valori incontrati e vissuti intensamente da giovani.

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