Una svolta epocale

La bandiera del Sud Sudan viene mostrata con orgoglio dalla popolazione dopo l’ indipendenza dal Nord sancita con un referendum.
Scatti dal mondo
Il 15 gennaio sono stati chiusi nel Sud Sudan i seggi del referendum che ha sancito la secessione della regione meridionale abitata in grande maggioranza da cristiani e animisti, dal Nord di tradizione islamica. La vittoria del Sud è apparsa schiacciante con una maggioranza che, nelle città, ha superato il 90 per cento dei suffragi. Anche nella regione di Abyei, contesa fra Nord e Sud a motivo dei giacimenti petroliferi che custodisce, è stato raggiunto in extremis un accordo tra le tribù.

 

Oltre all’oro nero, però, il Sud è anche ricco d’acqua, perché il Nilo alimenta le centrali idroelettriche e garantisce la fertilità delle regioni che bagna. E si sa che le chiavi di questo tesoro sono ancora più a Sud, in Uganda e in Etiopia, da cui l’acqua proviene, e dove sono in costruzione numerose dighe per il suo sfruttamento. Sarà dunque importante che le garanzie internazionali che hanno consentito il buon esito di questa prima fase della separazione fra il Nord e il Sud Sudan, si estendano anche alle fasi successive per evitare che si ripetano le tristissime esperienze di altri Paesi africani, usciti dalla colonizzazione, ma rimasti schiavi degli interessi di vecchi e nuovi colonizzatori.

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