Una sola umanità

«Come spiegare a livello psicologico la solidarietà, la cooperazione e l’interdipendenza fra i popoli?». Stefano - Firenze
Un sattellite nello spazio
Affronterei il concetto di una “sola umanità” attraverso il tema della libertà e del senso di connessione che proviene dall’abbandonare ogni attaccamento. Mi spiegherò col racconto dell’astronauta americano Rusty Schweickart, dopo il volo del modulo lunare di Apollo 9 nel 1969. La prima parte del volo teneva l’equipaggio talmente occupato con compiti ed esperimenti che nessuno guardava fuori dai finestrini. Solo mentre orbitavano attorno al globo in attesa del ritorno, Schweickart ha gettato fuori un’occhiata.

 

Descrive il suo risveglio su Medio Oriente e Africa, la colazione sul Mediterraneo immaginando la civiltà che vi è sorta, il passaggio sull’India, l’Asia sud-orientale, l’Oceano Pacifico, gli Stati Uniti… Dall’alba al tramonto gli astronauti hanno circumnavigato il pianeta. Mentre volavano, Schweickart si è identificato con ogni popolo, pensando all’unicità della sua storia e ai contributi che ha dato all’umanità. Dopo un po’ qualcosa è cambiato: «Ti rendi conto che la tua identità si espande nel tutto. Guardi giù e non puoi immaginare quanti confini e limiti stai attraversando. Centinaia di persone muoiono in guerra per una linea immaginaria di cui non sei consapevole e che non vedi nemmeno. Da qui vedi il pianeta come un tutto unico ed è meraviglioso; desideri prendere ciascun per mano e dirgli: “Guarda la Terra da questa prospettiva. Osserva ciò che importa”».

 

Ogni volta che leggo questo episodio mi commuovo, perché parla in modo diretto della condizione umana. Per gli attaccamenti e la paura, per l’avidità e il dolore che essi provocano, restiamo limitati imponendo agli altri le nostre sofferenze emotive. Finché rimaniamo imprigionati nei desideri e reprimiamo in noi la creatività e la benevolenza. Abbandonando gli attaccamenti sia come individui sia come comunità o nazioni, riduciamo le nostre limitazioni e le nostre inflessibilità, e ci muoviamo a riscoprire gli altri intuendo già da ora l’esperienza di una sola umanità.

pasquale.ionata@alice.it

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