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Italia > Società

Una rivista oltre la diversità

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova


Nasce a Gorizia Dadi esagonali, trimestrale scritto interamente da un gruppo di ragazzi disabili grazie alla tecnica della comunicazione facilitata: perché disabilità non è assenza di pensiero

La redazione di “Dadi esagonali”

Un titolo enigmatico, che però rende giustizia a tutta la complessità che ci sta dietro: Dadi esagonali, rivista trimestrale il cui primo numero ha visto la luce a Gorizia il 29 giugno, è infatti una pubblicazione del tutto particolare. A scrivere gli articoli sugli argomenti più disparati – tutela dei diritti, ricerca scientifica, etica, e addirittura poesia – sono sedici ragazzi disabili, che grazie alla tecnica della comunicazione facilitata, una forma di comunicazione che integra il linguaggio verbale orale, si sono scoperti dei giornalisti provetti. «Credo che il mio intento nello scegliere questo titolo – ci spiega scrivendo al computer Sandro, uno di loro – fosse quello di trovare un termine che esprimesse la complessità dei nostri pensieri, che non hanno certo l'impostazione regolare dei vostri ragionamenti. Ma bisogna rispettarli, anche perché nelle irregolarità si nascondono molti aspetti autentici dell'essere umano».

Dadi esagonali raccoglie i testi scritti da questi ragazzi nei loro laboratori settimanali, realizzati dall'associazione "Diritto di Parola" con il sostegno del Centro servizi per il volontariato e il patrocinio della Provincia: è stato così possibile stampare e distribuire gratuitamente le prime tremila copie del giornale – anche grazie al contributo economico delle famiglie, intervenute a fronte di una riduzione di finanziamento – che, come afferma Marco, «fa capire alla gente che lo legge per la prima volta che ci sono persone ritenute deficitarie che hanno saputo creare un giornalino a dir poco strabiliante che penso abbia emozionato tutti, e dimostrato agli altri che anche noi esistiamo».

La rivista è stata presentata nella sede dell'associazione dai ragazzi stessi, che hanno condiviso su uno schermo le loro impressioni:«Certo molte idee che sono emerse negli articoli dimostrano come ci considera la società – afferma Claudio –: siamo visti solo come un peso, un problema da gestire, non come persone che hanno infinite capacità da regalare». Buona parte degli articoli – i cui temi sono stati liberamente scelti dai ragazzi – verte, infatti, sulla questione del riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità, e soprattutto delle loro capacità: «Sono sicuramente affascinato dalla potenzialità che possiamo dimostrare se ci mettiamo insieme – riferisce Enrico – e dimostrare così che siamo persone pensanti viventi, in corpi che sono tremendamente invasivi rispetto le infinite potenzialità che abbiamo».

Tra le chicche di Dadi esagonali c'è l'intervista realizzata dai ragazzi al prof. Pierluigi Strippoli, ricercatore dell'università di Bologna, sugli sviluppi della ricerca scientifica sulla trisomia 21; ma anche riflessioni sulla Costituzione e sul diritto di voto suscitate dalla visione dello spettacolo di Benigni, l'inserimento sociale dei disabili e i cambiamenti che hanno interessato la Chiesa con le dimissioni di Benedetto XVI e l'elezione di papa Francesco.

Se poi qualcuno credesse che questi articoli abbiano avuto bisogno di pesanti rimaneggiamenti, a smentirlo ci pensa un'ex preside, Fabio Sesti, direttore editoriale della rivista: «Le correzioni sono state pochissime, anche perché c'è un vero e proprio processo di autocorrezione – riferisce –: l'idea che la disabilità comporti assenza di pensiero è da sfatare. Non è questione di nascondere o negare la diversità, ma di riconoscerla per valorizzarla. C'è una frattura ideologica tra disabili e normodotati che va sanata, soprattutto nelle scuole, che finiscono per perdere questi ragazzi per strada: e ciò significa rendere monca la società di domani, privandola del contributo che loro possono dare».

Non a caso, osserva, «i temi che hanno trattato negli articoli sono attuali: i filoni più dibattuti, su cui i loro pensieri si sono inseriti spontaneamente senza alcun progetto precostituito, possono essere ricondotti al senso del vivere civile, alla partecipazione e ai diritti comuni».

Anche l'assessore provinciale al lavoro e al welfare Bianca Della Pietra, tra i sostenitori della prima ora del progetto, ha espresso rammarico per «una scuola che non riesce a tenere dentro tutti: in questo senso, l'esperienza di don Milani ha molto da insegnarci su come l'istruzione e la parola siano uno strumento di affermazione, e quindi di potere, purtroppo spesso negato a questi ragazzi». Anche per questo i redattori hanno ben chiara la consapevolezza che «come sarà il nostro futuro lo sapremo anche dal risultato di questo giornalino – afferma Enrico –: io spero che avrà successo, perché noi lo meritiamo».

Gli articoli di Dadi esagonali saranno presto inseriti su www.comunicazionefacilitata-associazione.it

Foto di Roberto Coco

Riproduzione riservata ©

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