Una partita da vincere

Sportivi, giornalisti, artisti, educatori si sono recati presso la seconda casa di reclusione di Milano Bollate, per la 3a edizione di “Oltre La Barriera”

«La privazione della libertà è la forma più pesante  della  pena  che si sconta, perché tocca la persona nel suo nucleo più intimo. Eppure, la speranza non può venire meno.  Una  cosa,  infatti, è ciò che meritiamo per il male compiuto; altra cosa, invece, è il “respiro” della speranza, che non può essere soffocato da niente e da nessuno»: si esprimeva così papa Francesco in occasione del Giubileo dei carcerati dello scorso 6 novembre. Così in 70 circa, da vari comuni dell’aree di Firenze e Arezzo, non si sono accontentati di applaudire queste calorose espressioni: sportivi, giornalisti, artisti, educatori, partecipanti a vario titolo, lo scorso 20 giugno si sono recati alla volta del campo sportivo della seconda casa di reclusione di Milano Bollate, accomunati dalla volontà di prendere parte alla terza edizione di “Oltre La Barriera: una partita da vincere”.

Un progetto sportivo ed educativo di respiro nazionale concepito nel territorio di Figline Incisa Valdarno da Rerum (Rete europea risorse umane), da qualche anno incrocio di associazioni culturali e sportive unite dall’intento di abbattere pregiudizi e barriere, a partire dall’accesso allo sport con l’adesione ai suoi valori più profondi.

«Portate un pallone nelle periferie del mondo», altra espressione lanciata da papa Francesco a gennaio 2016 ai giovani sportivi di tutta Italia, sintetizza probabilmente al meglio lo spirito dell’iniziativa, svoltasi proprio nel giorno in cui lo stesso Francesco rendeva omaggio a don Primo Mazzolari e don Lorenzo Milani, riscattandone la profetica testimonianza tra i dimenticati e gli emarginati. Tra i primi a scendere in campo per il triangolare di “Calcio a 8” ideato, il presidente dell’Associazione italiana calciatori, Damiano Tommasi, la storica bandiera del Milan e della nazionale, Demetrio Albertini, e l’ex portiere della Roma, Ivan Pelizzoli, a fare da capitani alle squadre formate da atleti paraolimpici,  giornalisti e oltre 30 detenuti, grazie alla collaborazione di Comune di Figline e Incisa Valdarno, AssoCalciatori, Fondazione Migrantes e BCC Banca del Valdarno.

Una manifestazione realizzata in piena sintonia con gli scopi e le finalità educative, formative,  artistiche e sociali condivise dalla Rerum e Area educativa del carcere di Bollate. Immancabile, come nelle edizioni precedenti a Figline Incisa Valdarno, la significativa presenza delgruppo degli Sbandieratori dei borghi e sestieri fiorentini e di associazioni sportive e sociali delle province di Firenze e Arezzo. Dalla casa di reclusione di Bollate una risposta entusiastica, tra gioia e sorpresa, che ha visto  dai  vari  “reparti” più di 300 adesioni per partecipare al triangolare, in campo da spettatori.

Una giornata semplice e originale, che può diventare normalità per tanti luoghi resi periferie esistenziali spesso per pregiudizio. Tante le incombenze organizzative, almeno quanto la passione, l’energia e una regia a tratti invisibile, ma nessun problema: «Nata tre anni fa dall’idea di alcuni soci sportivi della nostra rete – ha commentato Roberto Tietto, presidente di Rerum –, #OltreLaBarriera ha vissuto questo suo terzo atto in un contesto particolare, motivata dalla volontà di stabilire sincera amicizia, fondata sulla gratuità. Ci hanno sospinto fratellanza e solidarietà, valori che riteniamo fondamentali per il nostro Dna: facili a dirsi e molto più difficili da vivere per una vera inclusione sociale…

Abbiamo scelto di dare, senza aspettarci nulla, in un ambiente spesso relegato a restare altrimenti dimenticato dall’amicizia».

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