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Persona e famiglia > Sport

Una nazionale multietnica

di Paolo Candeloro

- Fonte: Città Nuova

La Germania schiera in campo 11 calciatori dalle origini e dai colori non proprio tedeschi. Difendono la bandiera di una terra che è ora anche la loro casa.

Cacau

Si chiamano Dennis, Serdar, Jérôme, Sami, Mesut, Piotr, Marko, Lukas, Miroslav, Jeronimo e Mario. Sono undici dei 23 calciatori che il ct della Germania, Joachim Löw, ha voluto con sé in Sudafrica per dare l’assalto alla Coppa del Mondo. Cos’hanno in comune? Le origini, tutt’altro che teutoniche.

 

Tranquilli, non ci troviamo certo di fronte a quel fenomeno di “naturalizzazione sfrenata” che alcuni Paesi mettono in atto con l’intenzione di eccellere in discipline per le quali vantano scarsa tradizione (un esempio su tutti: il Bahrain nell’atletica leggera). Semplicemente, quella tedesca è una Nazionale moderna, multietnica. Una Nazionale…internazionale, potremmo dire. Un caso ben diverso da quello della rappresentativa francese (esempio a caso…), anch’essa composta da giocatori delle più varie origini, ma che fanno riferimento alle ex colonie transalpine o ai DOM e TOM (Dipartimenti e Territori d’Oltremare) di scolastica memoria.

 

E allora, conosciamo un pochino meglio questi undici protagonisti. Undici, guarda un po’: se tra di loro ci fosse un portiere, potremmo divertirci a costruire la formazione titolare della Germania utilizzando soltanto giocatori di origini non tedesche. Tre difensori, quattro centrocampisti e quattro attaccanti: una ripartizione quasi perfetta. Naturalizzati o nati e cresciuti in Germania, i loro nomi (e, per alcuni, anche i lineamenti) tradiscono una provenienza diversa da quella tedesca.

 

Dennis Aogo, difensore classe ’87, è nato a Karlsruhe, gioca nell’Amburgo ed ha origini nigeriane. Col debutto in Nazionale, avvenuto lo scorso 13 maggio, ha azzerato le speranze della federazione delle Super Aquile di portarlo ai Mondiali 2010.

Serdar Taşçı e Mesut Özil, rispettivamente difensore e centrocampista, hanno scelto di rappresentare la Germania nonostante le comuni origini turche. Nati in terra tedesca, si sentono teutonici al cento per cento, e il continuo rifiuto ad indossare la maglia della Nazionale “euro-asiatica” (nonostante le lusinghe di Istanbul) ne è la conferma.

 

Jérôme Agyenim Boateng, 21enne berlinese del Manchester City, ha origini ghanesi e una storia recente molto particolare. Il suo fratellastro Kevin-Prince, anch’egli nato all’ombra del Muro e attualmente in forza a una squadra inglese (il Portsmouth), è sì al Mondiale, ma con la maglia delle “Black Stars” (pur avendo giocato in tutte le rappresentative giovanili tedesche). I due non si parlano dal 15 maggio scorso, quando in occasione della finale di FA Cup contro il Chelsea, il Boateng africano commise un bruttissimo fallo sul capitano della Nazionale teutonica Michael Ballack, costretto a rinunciare alla spedizione iridata. Germania e Ghana sono inserite nello stesso girone: sarà la resa dei conti tra i due fratelli?

Sami Khedira, 23enne centrocampista dello Stoccarda, di tunisino ha “soltanto” le origini. Nato e cresciuto nella capitale del Baden-Württemberg, è già un simbolo del club biancorosso.

 

Marko Marin, classe ’89, ha origini bosniache. Nato a Bosanska Gradiška, si è trasferito in Germania a soli due anni, crescendo nell’Eintracht Francoforte prima di passare al Borussia Mönchengladbach e, nel 2009, al Werder Brema.

Claudemir Jeronimo Barretto, detto Cacau, è un brasiliano naturalizzato. Nato a Santo André (stato di San Paolo), è arrivato in Germania nel ‘99, ha acquisito la nazionalità tedesca dopo cinque anni ed ha esordito in Nazionale il 29 maggio 2009.

Poi c’è Mario Gómez García, le cui origini sono tutto un programma. Nato a Riedlingen da madre tedesca e padre spagnolo, nelle sue vene scorre anche un po’ di sangue brasiliano-panamense. Lui, però, ha scelto di giocare per la Germania. Avrà fatto bene?

 

Ma è la Polonia il Paese più gettonato (se così si può dire) nella Nazionale tedesca. Da qui provengono Piotr Trochowski, Miroslav Klose e Lukas Podolski. Tutti e tre nati oltre i confini teutonici, i primi due sono stati naturalizzati. Capocannoniere di Germania 2006, quest’anno Klose (così come Podolski) è già andato a segno, raggiungendo quota undici realizzazioni in un Mondiale, giunte peraltro in tre diverse edizioni.

Chissà se, anche grazie ai gol di Miroslav e Lukas, la Coppa tornerà in Germania. O meglio, negli Stati Uniti…di Germania.

Riproduzione riservata ©

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