Una legge per i disordini e la carenza iodica

di Andrea F. Luciani La povertà di iodio nel terreno, e quindi negli alimenti, provoca gravi malattie come gozzo, sordo-mutismo, cretinismo, ritardi di sviluppo corporeo fino al nanismo. Oltre 200 milioni di persone nel mondo ne sono affette in varia misura. Le popolazioni più colpite sono quelle dei paesi in via di sviluppo, che vivono prevalentemente in zone agricole e montagnose dell’Africa, America Latina, India, Cina, Sud-Est asiatico. Si tratta dunque di una tipica malattia dovuta all’ambiente. Per combattere questa piaga che colpisce il genere umano da secoli l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Unicef hanno agito secondo le proprie possibilità, stimolando soprattutto medici, politici con un’accurata e capillare sensibilizzazione. Prove sperimentali e cliniche, infatti, hanno dimostrato che aggiungendo iodio al sale da cucina è possibile eliminare le gravi menomazioni cui abbiamo fatto cenno. Negli anni Novanta si costituì un Consiglio Internazionale per il controllo dei disordini da carenza iodica, organizzazione non profit che si era prefissa come obiettivo la sua eliminazione entro il 2000. L’impegno, sempre sostenuto anche dall’Unicef, stante la gravità dei danni che riguardano i neonati, si è svolto su più fronti: governativo, politico, sanitario. Nonostante la garanzia di provvedimenti radicali sottoscritta dai governi in sede Onu, l’obiettivo non è stato raggiunto. Anzi, recenti studi epidemiologici hanno dimostrato non senza meraviglia che il problema riguarda anche l’Europa (vedi cartina) che non può essere certamente considerato un continente povero. La somministrazione di iodio insieme al sale da cucina è un provvedimento innocuo, semplice, economico. Si può considerare uno dei pochi esempi di prevenzione primaria possibile, nel senso che evita l’insorgere di queste malattie. La dimostrazione più convincente c’è offerta dagli Usa e dalla Svizzera che, avendolo da tempo adottato per legge, hanno visto scomparire il cretinismo, il sordo-mutismo ed il nanismo. La percentuale poi del gozzo tiroideo, malattia costosa per le indagini e le terapie che richiede è scesa al di sotto del 5 per cento, con notevole risparmio economico. L’Italia è uno dei paesi firmatari il documento che la impegnava ad eliminare, mediante l’introduzione della iodioprofilassi, i disordini da carenza iodica entro il 2000. Attualmente una proposta di legge in tal senso è all’esame del Senato, in sede referente. La sua approvazione sarebbe una prova di buon governo perché significherebbe ottenere notevoli economie di spesa sanitaria ed evitare malattie serie per la popolazione. Chi scrive può testimoniare che in Italia, laddove il gozzo è frequente, coesistono deficit intellettivi di vario grado nel rendimentoscolastico.

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