Una domanda importante

Questa è un’altra storia della coniglina Giusi e dell’orso Alessio. È il compleanno di Giusi, ma purtroppo, anche il giorno del proprio compleanno, si possono avere i compiti da fare e la coniglina, oggi pomeriggio, deve risolvere un sacco di addizioni. Mentre incolonna i numeri, con la coda dell’occhio, Giusi dà uno sguardo alla bella palla rossa che la mamma le ha regalato, perché non vede l’ora di mostrarla ai suoi amici. Quando l’ultima operazione è risolta, la coniglina ripone il quaderno a quadretti nella cartella, con un bel sospiro di sollievo; poi, facendo rotolare la palla sull’erba, va incontro alla lepre Enrica, al tasso Michele e al coniglio Riccardo, che la stanno aspettando. – Evviva, Giusi ha una palla nuova! – esclama Michele e tutti le si fanno attorno, vociando. La palla rossa salta da uno all’altro: adesso l’ha afferrata Michele che, con un bellissimo tiro, la rimanda alla lepre Enrica la quale, a sua volta, la lancia a Riccardo; il coniglio cerca di prenderla, ma non ci riesce così la palla, sotto otto paia di occhi che la fissano in silenzio, rotola in fondo al prato poi; con un ultimo saltello, si infila nel cortile dove abita Biagio. A voi il nome Biagio forse non dice niente, ma i nostri tre amici sono paralizzati dalla paura. Chi andrà adesso a prendere la palla là dove c’è Biagio, un grosso cane mastino dal quale tutti stanno alla larga perché si dice che abbia un gran brutto carattere? – Tocca a te andare – dice Enrica al povero Riccardo – perché te la sei lasciata scappare. – No, tocca a Giusi – ribatte il coniglio – perché la palla è sua. Nessuno risponde.Tutti fissano il cortile in fondo al prato e sentono Biagio che abbaia festosamente, attorno alla palla. – Su, Giusi, deciditi! – dice infine Riccardo. – No, io non ci vado… – Io lo so perché non ci vai – dice Michele, spavaldamente – Hai paura di Biagio, perché è più grosso di te! – Sì, Giusi ha paura! Giusi ha paura! – ripetono tutti (come se loro non ne avessero!). – Venite a vedere la mia altalena – propone Enrica e tutti si avviano verso il nuovo gioco, lasciando la coniglina sola sul prato. Giusi si toglie gli occhialini rosa per asciugare una lacrima, poi si avvia decisa… verso il cortile in fondo al prato? No, Giusi si incammina verso la montagna: ha bisogno di Alessio in questo momento. Mentre percorre le scorciatoie che ormai conosce bene, pensa: “Non è vero che ho paura di Biagio perché è più grosso di me. L’orso Alessio è tanto più grosso di me, eppure di lui non ho paura. Ma allora, che cos’è la paura?”. Adesso Giusi può domandarlo ad Alessio, appoggiando il musetto sulla grossa zampa dell’orso. Alessio non risponde subito. Aspetta che il respiro affannoso della coniglina torni regolare, poi domanda: – C’è ancora la paura, Giusi? – No, adesso non la sento più! – Allora impara: la paura è stare da soli. Giusi annuisce, ma poi si fa pensierosa e aggiunge: – Sì, ma non è tutto perché, se io fossi con Riccardo o con Enrica, avrei paura ugualmente… qui invece non ho paura, qui c’è qualcosa di più, che cos’è? – È la fiducia. – Allora la paura è non avere fiducia! – esclama la coniglina, fissando i grandi occhi buoni del suo amico. – Sì,Giusi, la paura è non avere fiducia. E tu, perché ti fidi di me? Io sono più grosso di Biagio, potrei farti molto male, lo sai? – Oh, lo so perché mi fido di te! È perché tu mi vuoi bene. È perché, quando appoggi la tua grossa zampa sulla mia spalla, mi fai sentire più forte. Adesso Giusi è contenta: ha capito cos’è la paura e saltella sull’erba, ripetendo: – La paura è stare da soli! La paura è non avere fiducia! – Ma, all’improvviso, si ferma preoccupata; poi si arrampica sulla panchina gialla: – Orso Alessio, quando io sarò di nuovo laggiù nel prato, tornerà la paura! L’orso la stringe, teneramente: – No,Giusi, la paura non può più tornare, quando qualcuno ci vuole bene. Così, quando tu sarai nel prato, ti basterà sollevare gli occhi verso la montagna e pensarmi intensamente. Allora sentirai che io sono al tuo fianco. La coniglina scende dalla montagna, canticchiando perché sente nel suo cuore una cosa che ormai sa come si chiama: si chiama protezione, si chiama fiducia, si chiama forza. Ora è sicura che, da Biagio, ci andranno in due. Così Giusi entra nel cortile. Biagio sta rincorrendo la palla e non fa nemmeno caso alla coniglina. O almeno così sembra, meglio non avvicinarsi troppo. Giusi si tiene a debita distanza e intanto pensa: “Cosa devo dirgli? Dammi quella palla perché è mia? No, troppo brusco, potrebbe arrabbiarsi e poi io non posso dimostrare che è mia! Meglio chiedergli educatamente: Scusi, Signor Cane, è sua quella palla? Già, e se poi mi dice di sì, il discorso è finito. Chi lo accusa un mastino come quello di essere bugiardo? Io quasi quasi gliela lascio e me ne vado…”. Improvvisamente, Giusi si ricorda di alcune parole che Alessio le aveva detto, qualche tempo fa: “Non perdere mai la tua semplicità, perché è la tua caratteristica più bella”. Si avvicina a Biagio e, semplicemente, chiede: – Posso giocare con te? – Con me, tu vuoi giocare con me? – chiede il cane. “Ecco – pensa Giusi – il guaio è fatto. Mi ha presa per una sfacciata e ora mi sistema”. Biagio ripete la domanda e questa volta sembra a Giusi di cogliere nelle parole del cane una sfumatura di sorpresa, di incredulità, ma non di ostilità; allora si fa coraggio e dice: – Ho visto che hai una bella palla, per questo ti ho chiesto se potevo giocare. – Magari! – esclama Biagio – Sapessi quante volte l’ho chiesto io al gatto, ma nessuno vuole giocare con me, nessuno si fida di me, tutti hanno paura di me. Liberata da quelle parole, la coniglina afferra la palla e la lancia a Biagio, gridando: – Prendila! Giocano così per una mezz’ora buona, finché si fa buio. Giusi saluta Biagio, il quale le domanda: – Tu sai di chi sia questa palla? È rotolata qui, magari qualcuno la sta cercando. – Era mia – risponde contenta Giusi – ma adesso è tua. Io tornerò domani a giocarci e ti porterò dei nuovi amici. La sera, prima di addormentarsi, la coniglina pensa: – Che fantastico compleanno è stato questo! Mi avevano regalato una palla di gomma e l’ho barattata con un amico vero!

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