Una contessa troppo occupata

Il piccolo villaggio di campagna è in fermento: una nobildonna russa, la contessa Zelkova, ha affittato la villa in cima alla collina, chiusa da anni.
Illustrazione di Eleonara Moretti
Il piccolo villaggio di campagna è in fermento: una nobildonna russa, la contessa Zelkova, ha affittato la villa in cima alla collina, chiusa da anni. «Paese piccolo, la gente mormora», dice l’adagio e il nostro villaggio non fa eccezione. Solo della contessa non si mormora: ha conquistato tutti con la sua bontà, la sua gentilezza. Ma ecco che a qualcuno (non sarò certo io a farne il nome!) è venuta l’idea di riferire alla contessa un pettegolezzo, per avere un suo parere. La contessa Zelkova, sempre così amabile, ha risposto asciutta: «Andatevene, vi prego, sono troppo occupata a pensare a me stessa per occuparmi di voi altri». La risposta ha fatto il giro di tutto il paese.

 

La sera stessa, Menico e Ancilla, fidanzati da quasi un anno, han litigato di brutto e si sono lasciati. Ancilla fa la cameriera su alla villa; la contessa la sorprende in cucina, sopraffatta dalle lacrime. Si siede accanto a lei, le porge un fazzolettino ricamato e chiede: «Cos’è successo, cara?». «Che importa a voi? L’avete detto voi stessa che non avete tempo di occuparvi di noialtri povera gente! Voi vi occupate solo di voi stessa!». «È vero che io mi occupo solo di me stessa – dice la contessa Zelkova, aggiustandole una ciocca di capelli –. Sono troppo occupata a pensare ai miei difetti, alle mie mancanze, per aver tempo di giudicare le vostre. Questo volevo dire. Forse non mi sono spiegata bene, nella vostra lingua. Se sempre si vedesse in tempo la trave che è nel nostro occhio, quanto si sarebbe più buoni!». «Questa cosa della trave, contessa, l’ha detta anche don Sesto domenica, alla messa!».  «Certo, cara. E, prima di don Sesto, l’ha detta nostro Signore». «Quello che dice don Sesto sono solo belle parole; la vita, contessa, è diversa, più dura». «Non sono solo belle parole, cara: se tutti noi ci sforziamo di metterle in pratica, rendono la vita più bella e gli uomini più buoni», dice la contessa Zelkova stringendo sul suo cuore la giovane cameriera.

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