Una chiesa turbata

Facendo eco al monito del Santo Padre che la guerra “è sempre una sconfitta per l’umanità”, abbiamo pregato e invocato che il disarmo dell’Iraq avvenisse in modo pacifico sotto gli auspici dell’Onu. Ora, in tempi di guerra, il nostro primo obbligo è la preghiera e la solidarietà. Dobbiamo considerare il valore della vita dei civili iracheni come di quella delle nostre famiglie”. Mons. Wilton Gregory di Belleville, presidente della Conferenza episcopale degli Usa “Preghiamo per tutti, che vi sia il minor spargimento di sangue e la minore perdite di vite umane, che la guerra finisca presto, e che chi combatte torni presto a casa. Preghiamo anche che lo Spirito Santo illumini il presidente e i suoi consiglieri”. Card.William Keeler di Baltimora “Dobbiamo tutti pentirci di non aver fatto abbastanza per prevenire questo terribile e non provocato attacco contro l’Iraq. Siamo costernati per una guerra lanciata nel disprezzo delle voci delle Nazioni Unite, degli sforzi continui da parte del papa, degli appelli di Kofi Annan, delle proteste in massa di cittadini nel nostro ed in altri paesi. Ora, dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere le iniziative di aiuto umanitario e di governo autonomo dell’Iraq, e per sfatare i pregiudizi esistenti contro le nazioni arabe e le popolazioni dell’Islam”. Monica K. Hellwig, presidente dei college e delle università cattolici negli Usa.

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