Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Arte e Spettacolo

Un week end ricco di novità

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

Con Il sesso aggiunto, Diciott’anni, il mondo ai miei piedi, Thor e il bellissimo Angèle et Tony, per gli amanti del grande schermo si annuncia un fine settimana vario ed interessante

diciott’anni il mondo ai miei piedi

Fine settimana ricco di novità italiane e straniere. Escono due opere prime, originali come contenuto e regia. La prima è Il sesso aggiunto, regia di Francesco Antonio Castaldo con Giuseppe Zeno, Myriam Catania e Lino Guanciale. Il regista affronta il mondo della tossicodipendenza come un luogo di disperata ricerca di amore. Si tratta infatti, in questa storia realistica e dolorosa, di seguire il percorso di Alan (Giuseppe Zeno) che, in seguito ad una frustrazione e ad un rapporto difficile col padre, precipita nella droga, un sorta di “sesso aggiunto”. Ma il regista non lascia solo nella sua disperazione il giovane, riesce alla fine ad aprirlo ad una possibilità di ricominciare, tornando a scoprire l’amore che ha dentro di sé. Di fronte alla minaccia sempre più forte della droga sui giovani, il film è un atto d’amore per le nuove generazioni e mostra che dall’abisso si può risorgere. Commovente la figura della madre.

 

Diciott’anni, il mondo ai miei piedi, è l’opera prima (nella foto una scena del film) dell’attrice-regista romana Elisabetta Rocchetti. Ludovico (Marco Rulli) è un diciottenne svogliato e chiuso, crede che l’amore sia solo sesso. È ricco, ma orfano, con uno zio che ne dissipa l’eredità. La sua unica speranza è un amico di scuola a cui si aggrappa. Ludovico precipita nella tristezza desolata, ma alla fine le circostanze lo costringono a decidere di crescere, di migliorare, nell’ultima parte di questo film, talora ingenuo, ma raccontato con grande sincerità e partecipazione da bravi attori, in modo speciale il protagonista, la stessa Rocchetti e Rosa Pianeta.

 

Per gli amanti del genere epico – fantascientifico ecco la produzione gigantesca di Thor, diretto dallo scespiriano Kenneth Branagh, che qui affronta il mito di Odino e del Walhalla. Thor, suo figlio, è un ragazzone presuntuoso che combina guai, così, per imparare l’umiltà viene spedito sulla terra, dove si innamora. Odi e amori, lotte tra fratelli, e l’eroe, ormai più umile, ritornerà in cielo per la vittoria (ovvio, siamo in una produzione Usa) conclusiva. Effetti speciali davvero “specialissimi”, invenzioni fantastiche impressionanti, ma – Branagh è sempre un gran regista – recitazione scaltrita, sia del protagonista (Chris Hemsworth) che delle star Anthony Hopkins e Natalie Portman. Non è un fumettone, perché i suoi messaggi li lancia: ossia, i giovani siano coraggiosi ma anche umili, e poi il bene vince sempre. Grazie, siamo ad Hollywood, l’happy end è scontato.

 

Infine, un gioiello, da non perdere. Si tratta di Angèle et Tony, un film elegante e misterioso come i lavori di Rohmer, opera della giovane regista francese Alix Delaporte. Lui fa il pescatore e vive con la madre, lei ha un bimbo ed è in permesso dal carcere, perché ritenuta colpevole della morte del marito in un incidente stradale. Solitudine e diffidenze si incontrano, il dialogo si avvia tra tenerezze scontrose, pensieri dubbiosi e poi un affetto che timidamente si fa strada. Un piccolo capolavoro.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876