Un volo possibile

Fortaleza e il semi-arido Sarà perché l’Economia di Comunione (EdC) è nata in Brasile, o perché in quella meravigliosa terra, ricca di risorse e contraddizioni, essa risponde in modo cristallino alle esigenze di redistribuzione ed equità… Sarà forse per il carattere, la storia e la vocazione profonda di questo bellissimo popolo… Certamente in Brasile la realizzazione di questo progetto è un faro di riferimento, oggi come lo è stato il suo lancio nel 1991: e nello stato del Cearà, uno dei più poveri del Brasile per quel clima arido che ha dato al 90 per cento del territorio l’appellativo di semi-arido, sta prendendo forma proprio sul modello dell’EdC un progetto di sviluppo governativo rivolto a 4 milioni di contadini poveri. Un progetto nato dalla condivisione dei bisogni di questa terra, nella collaborazione del movimento per un’EdC con Shalom, movimento per lo sviluppo nato a Fortaleza, proprio nel territorio del semi-arido. Ideato nello scorso anno e avviato nel marzo del 2005 con una Scuola di economia umana e di reciprocità, costituisce una sperimentazione preziosa nonché una tappa importante nella storia dell’EdC: da questa prima tappa, infatti, prenderà forma un vero e proprio centro di cultura per una economia umana e di reciprocità, per la gestione di attività formative, editoriali, culturali per diffondere nello stato questa nuova economia e la cultura che da essa scaturisce. Ma questa scuola, inaugurata l’11 marzo dal governatore dello stato e dall’arcivescovo di Fortaleza, insieme a Luigino Bruni rappresentante del progetto mondiale dell’EdC, sembra essere quel seme che tutto contiene degli sviluppi futuri. Nucleo di partenza è infatti la vita di comunione, che porta nel mondo dell’impresa come nella ricerca accademica, l’esperienza del dono e la categoria delle reciprocità. Sono relazioni disinteressate, centrate sul bene dell’altro – chiunque esso sia: cliente, fornitore, dipendente, collaboratore… Relazioni che sostengono una concreta condivisione di beni, certamente nella parte dei profitti donata ai poveri, ma anche nel mettere a disposizione competenze, talenti e idee, opportunità di lavoro, occasioni formative e di crescita umana e professionale. In questo seme trovano senso la storia di questo paese, le esperienze di questo popolo, i 500 anni di urla e lacrime, di danze e di preghiere che ne hanno anticipato la nascita: un’economia nuova finalmente umana è germogliata e sta crescendo, una proposta agognata alle contraddizioni di un capitalismo che avanza come un fiume in piena, portando con sé nuova ricchezza ma lasciando sulla riva anche milioni di poveri. Sarà allora perché l’EdC è nata in Brasile, per sperimentare un bozzetto di società in cui nessuno sia indigente, sarà perché questo progetto nel Cearà fa lavorare insieme economia e politica per gli ultimi della terra… Sarà, certamente, ancora una volta da quella terra ricca e martoriata arriva per ciascuno un invito alla responsabilità e alla comunione, per rispondere con l’esperienza alle sfide di oggi, alle domande profonde e di sempre dei popoli e delle culture. Loppiano e il rigoglioso La conferma che l’EdC soddisfa le esigenze umane e professionali di ciascuno è stata la forte adesione alla due-giorni di confronto, dialogo, formazione tra giovani, imprenditori ed operatori economici svoltasi il 23 e 24 aprile 2005 a Loppiano, a cura della EdC spa – società di gestione del Polo imprenditoriale Lionello Bonfanti in costruzione ad Incisa in Val d’Arno. Già il titolo dell’iniziativa – EdC: un volo possibile – non poteva che ispirare fiducia e speranza, in uno scenario economico molto incerto anche per l’Italia, confermando chi è sensibile e interessato ad un modo altro di fare impresa, e al percorso perché un’economia più umana ed equa diventi diffusa realtà. Un percorso che è cominciato sabato 23 aprile con i giovani, il futuro del mondo e dell’economia: in 150 tra studenti, tesisti, giovani imprenditori di tutta Italia hanno partecipato alla prima giornata dell’evento. Una giornata tutta per loro, insieme a imprenditori e consulenti che nel mondo dell’impresa operano da una vita, e che si sono imbattuti nella concretizzazione del progetto di EdC andando così a misurarsi, giorno per giorno, con una nuova figura d’imprenditore. Ha ben tratteggiato questa figura Luigino Bruni vista dalla prospettiva dell’economista nella relazione introduttiva alla giornata: un imprenditore che mette a disposizione i suoi talenti e le sue proprietà, che in prima persona rischia non tanto per arricchirsi personalmente ma per distribuire ricchezza dentro e fuori la sua azienda, che sa rivedere il suo ruolo e la sua leadership per promuovere e sperimentare la fraternità anche nelle forme gestionali dell’impresa. Dopo i workshop di approfondimento tematico del pomeriggio, durante i quali i giovani si sono confrontati con i diversi temi della gestione aziendale – dalle problematiche giuridiche e finanziarie, alla missione, visione e strategia d’impresa, al marketing, le risorse umane e la comunicazione – la domenica ha aperto i battenti del convegno anche agli imprenditori, raggiungendo i 250 partecipanti, in un alternarsi di esperienze, approfondimenti, condivisione di idee e professionalità. Non poteva mancare, per il luogo e il contenitore dell’iniziativa, uno sguardo sulle future tappe di questo volo, e tra esse l’avvio operativo del Polo imprenditoriale dell’EdC, con la costruzione degli insediamenti produttivi e il trasferimento di alcune aziende italiane al loro interno. Il Polo Lionello è chiamato a diventare impresa per le imprese, ad essere casa e riferimento per chi con questa nuova vita vuole confrontarsi e mettersi in gioco non solo come imprenditore, ma anche come lavoratore, cittadino, consumatore. C’è davvero posto per tutti in questa esperienza, perché per ciascuno la comunione è risposta e proposta: d’altro canto nel 1991 l’EdC è nata per rispondere all’urgenza dell’indigenza, per rinnovare pensiero e azione, per unire popoli lontani in un’unica famiglia. Nessuno può sentirsi escluso da questo volo, dalla speranza e dalla fiducia in un mondo fraterno.

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