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Cultura > Cinema

Un thriller d’estate

di Mario Dal Bello

Non è male rilassarsi con un thriller-fantasy, come il “pauroso” (?) Old di M.Night Shyamalan.

Lui, il regista, è quello del celebre Il sesto senso. Un esperto dunque di lavori a metà tra la fantasia, la visionarietà, la riflessione e la “paura”. Chi non amerebbe una vacanza che si prospetta favolosa in una spiaggia solitaria e incontaminata, dove rilassarsi, fare i bagni e magari – se c’è una coppia con problemi – cercare di rifare la pace? E’ quanto succede in Old, tratto dalla graphic novel Sandcastle.

Il guaio è che a un tratto affiora un cadavere, le coppie con figli a carico non riescono ad andarsene e soprattutto si accorgono giorno dopo giorno di cominciare a invecchiare. Per fare un esempio: due ragazzini si ritrovano nel giro di poche ore a diventare giovani, adulti, fare un figlio, e poi si invecchia e si muore. Terrore, impazzimento, omicidi che guastano tutto. Eppure l’hotel che garantiva una ottima vacanza era così gentile, disponibile… Salvo che una grossa industria farmaceutica sperimenta sulle coppie dei prodotti che serviranno per l’umanità futura: i villeggianti sono quindi cavie seguite da lontano. Ma gli ospiti non lo sanno, di qui la suspence continua, i tentativi di fuga inesorabilmente falliti, la malattia e la morte che porta le persone a domandarsi quali siano i valori della vita e ognuno risponde a suo modo.

Tutto parrebbe inesorabilmente finito, finché… e il finale non possiamo svelarlo. Il film, ovvio, è di genere e quindi certe scene, situazioni e caratteri ne fanno parte. Del resto, la recitazione è mica male, anche se qualche aggiustatina alla sceneggiatura per sveltirla sarebbe stata utile. Il messaggio è però chiaro: fino a che punto è lecito alle grosse industrie speculare sull’uomo anche per fini cosiddetti “nobili”? La domanda è sottesa al film, godibile comunque come un buon prodotto estivo.

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