Un sapore di ruggine e ossa

Jaques Audiard riesce a mettere in scena una storia d’amore maledetta senza cedere all’estetica del tragico a tutti i costi.
Una scena del film

Questo non sarà forse il suo miglior film, ma Jaques Audiard riesce a mettere in scena una storia d’amore maledetta senza cedere all’estetica del tragico a tutti i costi. Lei è un’addestratrice di orche che rimane senza gambe per un incidente sul lavoro; lui un addetto alla sicurezza con figlio a carico che arrotonda con i combattimenti clandestini. Due solitudini che si incontrano senza molte aspettative, e che un po’ per caso si ritrovano a sostenere i reciproci riscatti e ad accettarsi così come sono. Qualche scorciatoia di troppo, è vero, con ralenti e musica (ottima) da videoclip. Ma gli attori sono mostruosamente bravi e la storia tiene, e bene, dall’inizio alla fine.
Regia di Jacques Audiard; con M. Cotillard, M. Schoenaerts, A. Verdure, C. Sallette.
 
Valutazione della commissione nazionale film: complesso, problematico (prev.).

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