Un premio per la pace in tempo di guerra

A Roma la consegna in campidoglio, sabato 21 ottobre, delle Colombe d’oro per la pace Archivio Disarmo. Tra i giornalisti premiati anche Carlo Cefaloni di Città Nuova, assieme ad Alessia Grossi, Il Fatto Quotidiano, e Lorenzo Tondo, The Guardian. Premio internazionale a Maurizio Landini
Premio Colombe d'Oro per la Pace

Cade in un momento particolarmente grave nello scenario internazionale la manifestazione della consegna il 21 ottobre, in Campidoglio, delle Colombe d’oro per la pace (opera scultorea di Pericle Fazzini). L’orrore che colpisce la Terrasanta, il conflitto in Ucraina e tanti altri rimossi dalla ribalta mediatica (si pensi agli armeni in fuga dal Nagorno Karabakh) potrebbero indurre al silenzio, se non alla disperazione inerte, e invece l’intuizione del premio è proprio quella di dare centralità all’impegno sempre più urgente per la pace. La guerra, infatti, è una questione centrale ma considerata, di norma, marginale nel discorso pubblico, tranne quando tutto precipita con la chiamata alle armi, giustificata in tanti modi.

ll premio giornalistico Archivio Disarmo – Colombe d’oro per la pace, ha come obiettivo di costruire un ponte tra movimenti e istituzioni sul tema della pace, riconoscendo l’impegno degli operatori dell’informazione e di personalità internazionali sui temi della cooperazione internazionale, del dialogo interculturale e della gestione nonviolenta dei conflitti. Giunto nel 2023 alla edizione numero 39, il premio è nato nel 1986 (anno internazionale della pace) sul presupposto che l’informazione sia una condizione fondamentale per la prevenzione e per la gestione nonviolenta dei conflitti.

Il premio, sostenuto sin dall’inizio da Legacoop, assegna annualmente tre Colombe d’oro a giornalisti particolarmente impegnati sui temi della pace e del disarmo; una quarta Colomba è attribuita a una personalità internazionale che abbia dato un contributo significativo alla causa della pace, della cooperazione e della solidarietà internazionale. Nel corso delle edizioni realizzate, la giuria del premio ha operato un attento vaglio fra i personaggi del mondo dei mass media, della cultura e della politica, per individuare quei soggetti che si fossero distinti per affrontare – con rigore e creatività, con passione ed equilibrio – i temi della pace, della tutela dei diritti umani e della cooperazione internazionale.

L’albo dei vincitori annovera una serie di nomi illustri, che nel corso degli anni passati, hanno ritirato personalmente la “Colomba d’oro”. Fra i tanti giornalisti e operatori dell’informazione si ricordano: Italo Moretti, Igor Man, Ennio Remondino, Andrea Purgatori, Margherita D’Amico e Luca Zingaretti, Gian Antonio Stella, Giuliana Sgrena, Moni Ovadia, Sigfrido Ranucci, Riccardo Iacona, Gad Lerner, Alberto Negri, Giampaolo Cadalanu, Diego Bianchi, Zerocalcare, Lucia Goracci, Nanni Moretti, Marco Tarquini.

Tra le personalità internazionali si segnalano Michail Gorbaciov (1989), le Forze di interposizione Cee ex-Jugoslavia (1992), John Hume (1997), Gino Strada (2001), Hans Blix (2004), Mohamed ElBaradei (2007), Daniel Barenboim (2008), ICAN (2017), Steve McCurry (2018) e Filippo Grandi (2022).

Per quattro volte il premio Colombe d’oro ha anticipato l’assegnazione del premio Nobel per la Pace: nel 1987 con Mandela, nel 1989 con Gorbaciov, nel 1997, con John Hume per la pace nell’Irlanda del Nord. Infine, nel 2017 a ICAN cui è stato assegnato il Premio Nobel per la pace tre giorni prima della cerimonia di consegna delle Colombe d’oro.

La giuria è stata composta, fin dalla fondazione del premio, da grandi personalità italiane. Tra esse si ricordano Sandro Pertini (presidente di Giuria fino al 1990), Alberto Moravia, Miriam Mafai, Rita Levi Montalcini (presidente di Giuria fino al 2012). Attualmente la giuria è composta da Fabrizio Battistelli, che è anche il presidente dell’Istituto ricerche internazionali archivio disarmo, Dora Iacobelli, Riccardo Iacona, Dacia Maraini, Andrea Riccardi e Tana de Zulueta.

Sabato 21 ottobre, nella prestigiosa sala della Protomoteca in Campidoglio concessa da Roma Capitale, verranno premiati a Roma i giornalisti Carlo Cefaloni, redattore di Città Nuova, Alessia Grossi, giornalista de Il Fatto Quotidiano e Lorenzo Tondo, corrispondente del quotidiano inglese The Guardian.

La Colomba d’oro internazionale verrà consegnata inoltre a Maurizio Landini, segretario generale della CGIL.

Archivio Disarmo è un istituto di ricerche internazionali che ha mantenuto dal 1982, anno della sua fondazione, la caratteristica di essere un centro di documentazione, informazione e formazione indipendente sui temi della pace e della sicurezza. Storicamente nasce su impulso del senatore Luigi Anderlini, della Sinistra indipendente, e di un gruppo di cittadini attivi nella ricerca e nel sociale in base alla convinzione, tipica di quel periodo, «che la pace è un bene supremo del genere umano e che una conoscenza fondata delle cause e delle dinamiche dei conflitti è condizione indispensabile perché essa possa essere realizzata».

Nel 1988 le Nazioni Unite hanno dichiarato Archivio Disarmo “Messaggero di pace” e nel 1998 l’Istituto è stato riconosciuto giuridicamente dal Ministero degli Affari Esteri.

Oltre all’attività di ricerca e documentazione, Archivio Disarmo sostiene le iniziative della società civile politica per il controllo dell’export italiano di armamenti convenzionali, poi recepite in legge (L. 9 luglio 1990 n. 185). Successivamente aderisce alla Campagna Internazionale per il Bando alle Mine, poi recepita dalla Convenzione di Ottawa del 1997. Assieme al sito web, rende accessibile una banca dati “Disarmonline” che offre un panorama sullo stato del disarmo e dei conflitti nel mondo, con particolare attenzione al ruolo dell’Italia, e il mensile IRIAD Review.

Sono molteplici, in questi anni, le occasioni di incontri pubblici e iniziative che hanno coinvolto l’Istituto assieme a Città Nuova e al gruppo di lavoro Economia disarmata promosso dal Movimento dei Focolari Italia.

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