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Ambiente > Società

Un premio alle mamme no Pfas

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Il premio “Donne, pace e ambiente” intitolato a Waangari Maathai, alle mamme no Pfas, che riconosce l’impegno femminile nel difendere la pace, i diritti umani e l’ambiente

L’impegno del gruppo Mamme no Pfas è stato riconosciuto anche dall’associazione A Sud: che, lo scorso 6 febbraio, le ha conferito il premio “Donne, pace e ambiente” intitolato a Waangari Maathai. Giunto alla settima edizione, e realizzato in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne e il patrocinio della Camera dei Deputati, il premio vuole riconoscere l’impegno femminile nel difendere la pace, i diritti umani e l’ambiente; e si è concretizzato nelle quattro aree tematiche della terra, dell’acqua, dell’aria e del fuoco. Le Mamme no Pfas si sono quindi distinte per la testimonianza portata nel battersi per garantire acqua pulita per sé, i propri figli e l’intera popolazione. Una delegazione di tredici mamme si è quindi recata a Roma per ricevere il premio.

«Per noi è stata un po’ una sorpresa – racconta Michela Zamboni, una di loro – perché difendere il diritto all’acqua è per noi una cosa naturale, per la quale non ci aspettavamo riconoscimenti particolari. Peraltro, lo facciamo coinvolgendo tutti, non solo chi è direttamente toccato dal problema: con noi, ad esempio, c’è una mamma che non vive nella zona contaminata. Cerchiamo di valorizzare ogni persona». Certo, ammette Michela, c’è dietro molto impegno: «Portare avanti questa battaglia significa anche studiare molto – spiega –: molte di noi passano le nottate a documentarsi, leggere analisi scientifiche, referti medici, e quant’altro può essere utile».

Il premio, inoltre, è stato l’occasione per porre la base per nuove sfide: «Abbiamo conosciuto le donne delle altre tre realtà premiate – riferisce – e questo è stato un prezioso momento di confronto con chi è impegnato su fronti diversi dal nostro: ci piacerebbe fare rete tra tutte queste persone, così da portare avanti al meglio l’esperienza di ciascuno scambiandosi informazioni e buone pratiche».

Riproduzione riservata ©

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